La Corte dei conti bacchetta il Comune sui piccoli appalti

16 Gennaio 2023

Nel mirino dei giudici contabili l’acquisto di beni e servizi: «Va garantita una maggiore rotazione tra le imprese»

L’AQUILA. Garantire una maggiore “rotazione” tra le imprese anche per piccoli appalti (inferiori ai 5.000 euro) relativi all’acquisto di beni e servizi da parte del Comune. È quanto “raccomanda” la Corte dei conti in una delibera che analizza «le determine di acquisto inoltrate dal Comune relativamente all’esercizio finanziario 2021». «La norma generale», scrive la Corte dei conti, «prevede l’obbligo da parte del ministero dell’Economia e delle finanze di redigere convenzioni con imprese che si impegnino ad accettare, alle condizioni disciplinate nelle convenzioni stesse, ordinativi di fornitura di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche, incaricando un soggetto – Consip spa – per la stipula degli accordi. Alla luce di ciò si confermano e si rilevano delle criticità collegate alla gestione delle procedure di acquisizione di beni e servizi da parte del Comune». L’invito dei giudici contabili all’amministrazione è di «adottare, a livello gestionale e in chiave prospettica, adeguate misure organizzative atte a garantire una maggior effettività all’operatività di tali principi nelle procedure di affidamento, anche se di importo ridotto».
PULIZIE
La Corte dei conti si sofferma in particolare sul servizio di pulizie effettuato durante l’emergenza Covid e scrive che «pur prendendo atto della situazione emergenziale di volta in volta richiamata nei singoli interventi disposti dal Comune, occorre comunque ribadire che le procedure d’urgenza non possono sfuggire tout court alla garanzia dei meccanismi di rotazione».
MICROAFFIDAMENTI
La Corte sottolinea che «un appalto non può essere frazionato per evitare l’applicazione delle norme tranne nel caso in cui ragioni oggettive lo giustifichino». E questo anche per il fatto che «il ricorso a microaffidamenti diretti in luogo di un unico affidamento di dimensione tecnico-economica più considerevole – da esperire con le procedure previste – non consente all’amministrazione di poter beneficiare dei relativi risparmi di spesa, compromettendo il principio di economicità. Da un’analisi complessiva delle determine inoltrate emerge un’eccessiva frammentazione degli affidamenti, anche di modesta entità, e pure la presenza di determine di affidamento diretto di importi superiori alla soglia prevista pari a 5.000 euro. Tale modo di operare, se reiterato, appare potenzialmente lesivo delle regole del sistema di acquisto della pubblica amministrazione».
LA ROTAZIONE
Sulle determine «a contrarre, di importo inferiore ai 1.000 euro», fa notare la Corte dei conti, «non può non considerarsi che, nel caso di specie, si tratta di affidamenti reiterarti più volte, i quali prevedono la scelta di un identico operatore economico e hanno ad oggetto la stessa categoria merceologica. In conclusione, seppur in relazione a una mole di affidamenti non significativa dal punto di vista quantitativo, emerge un non pieno rispetto del principio di rotazione da parte del Comune dell’Aquila che in questa sede si intende segnalare affinché l’amministrazione adotti valide misure correttive volte ad incentivare e favorire l’affidamento a più operatori. Il principio di rotazione è necessario ad assicurare una maggiore tutela della concorrenza negli affidamenti, a garantire la più ampia partecipazione degli operatori economici, in particolare delle piccole e medie imprese, e dunque ad evitare il consolidarsi di rapporti unicamente con alcune di esse, facilitando la ripartizione delle opportunità degli operatori economici di essere affidatari di un contratto pubblico e consentendo alla pubblica amministrazione di cambiare per ottenere un miglior servizio».
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