La crisi nel Pd La triade per ora si chiude nel silenzio

8 Marzo 2019

L’AQUILA. Si respira aria di tensione in casa Pd, dopo la conferenza stampa tenuta dal coordinamento provinciale della mozione Zingaretti, che di fatto ha annunciato «l'inizio di una nuova era per...

L’AQUILA. Si respira aria di tensione in casa Pd, dopo la conferenza stampa tenuta dal coordinamento provinciale della mozione Zingaretti, che di fatto ha annunciato «l'inizio di una nuova era per il partito». Forti del risultato raggiunto all'Aquila, dove è stato sfiorato il 70% delle preferenze, il segretario cittadino, Stefano Albano, il capolista della mozione, Michele Fina, e l’ex consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci, affiancati dal sindaco di Tornimparte, Giacomo Carnicelli, e dal vice sindaco di Poggio Picenze, Raffaele Iovenitti, hanno “messo alla porta” la vecchia guardia del Pd, la triade composta da Massimo Cialente, Giovanni Lolli e Stefania Pezzopane, indicando proprio in Pietrucci «l'inizio di un nuovo percorso».
Affermazioni che non devono essere risultate molto gradite ai rappresentanti storici del Pd: l'ex sindaco Cialente e la deputata Pezzopane, hanno preferito non commentare, mentre l'ex vice presidente della Regione, Lolli, in settimana bianca, è risultato irraggiungibile. Un «no comment», però, che parla da solo. Già dopo le elezioni comunali, vinte dal centrodestra, i giovani del Pd avevano lanciato qualche stoccatina all'indirizzo della triade, facendo palesare una voglia sempre più pressante di rinnovamento.
Martedì scorso, Albano, Pietrucci e Fina sono tornati a parlare «di un Pd che ha perso la sua forza sociale. Siamo chiamati a raccogliere l’invito caloroso alla costruzione di un nuovo partito, non più legato a rivendicazioni del passato, ma riorganizzato, coerente, pulito e aperto».
Non ha voluto commentare il “silenzio” della triade. L'unico a parlare, su Facebook, è stato l'ex assessore comunale della giunta Cialente, Pietro Di Stefano, che ha scritto: «Le minoranze vanno rispettate».(m.p.)
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