La domenica visite gratuite all’abbazia celestiniana

6 Gennaio 2020

SULMONA. Da ieri e per tutte le domeniche del mese di gennaio si può visitare il complesso dell’abbazia celestiniana gratuitamente e con l’ausilio di una guida. La decisione è del ministero dei Beni...

SULMONA. Da ieri e per tutte le domeniche del mese di gennaio si può visitare il complesso dell’abbazia celestiniana gratuitamente e con l’ausilio di una guida. La decisione è del ministero dei Beni culturali-Polo museale d’Abruzzo, e arriva a distanza di due anni del restauro dell’ex carcere ultimato nella primavera del 2018. L’obiettivo è quello di incentivare la conoscenza dell’abbazia celestiniana, ma soprattutto iniziare a creare percorsi turistici che abbraccino l’intera area. Si è infatti all’inizio di un percorso che mira alla valorizzazione del piccolo tesoro storico che comprende l’eremo di Celestino e il Campo 78 dove furono tenuti prigionieri i soldati alleati durante l’occupazione tedesca. Anche se grida vendetta la situazione di abbandono in cui versa il sito archeologico di Ercole Curino e l’incredibile stallo al quale ancora è condannato il punto ristoro ai piedi dell’eremo celestiniano. Ogni domenica decine e decine di turisti salgono verso l’eremo senza riuscire a trovare nulla per rifocillarsi. Il punto ristoro è chiuso da sei anni ed è spesso oggetto di atti vandalici, proprio a causa dell’assenza di custodia.
Le visite sono possibili dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13. Il restauro realizzato ha interessato diversi aspetti, che spaziano dallo scavo archeologico dell’area presbiteriale, per riportare alla luce le memorie dell’originario impianto absidato medievale, alle opere di rafforzamento locale (tiranti metallici, verifiche e consolidamenti di volte, consolidamenti e restauri di intonaci e stucchi), dall’impiantistica alle tinteggiature, dalle nuove pavimentazioni al recupero di quelle di pregio esistenti, oltre al restauro dell’imponente coro ligneo settecentesco, della grande tela seicentesca raffigurante “La discesa dello Spirito Santo”. Un restauro costato oltre due milioni di euro. (c.l.)
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