La Fiera dell’Epifania è da record: più di 30mila invadono il centro

6 Gennaio 2024

Festa e code di acquirenti alle 240 bancarelle. Finanza in azione contro venditori abusivi e lavoro nero Capretti: «Numeri oltre le aspettative, in futuro cresceremo ancora». Il Comune: «La città rinasce»

L’AQUILA. Il profumo delle tipicità di ogni parte d’Italia, a partire dall’attesa piadina romagnola e dalle eccellenze abruzzesi. I colori delle bancarelle dei dolciumi, dei giochi e degli abiti. Il vociare di migliaia di persone: 30mila dirà il bilancio serale. Ma lo si capiva già dai parcheggi pieni e dalle file tra gli stand. A ora di pranzo, i banchi a San Bernardino quasi non si vedevano più, nascosti dietro ai visitatori in coda. Alla fontana luminosa la fila attraversava la piazza. Ancora maggiore la coda a porta Castello, con le persone incolonnate in ordine fin dentro la porta. La Fiera dell’Epifania ieri ha invaso il centro storico dell’Aquila, anche nella sua 74ª edizione, questa volta fuori da piazza Duomo che si sta mettendo a nuovo. Non capitava dal 2010, quando c’era la zona rossa. Dopo 15 anni dalla tragedia del terremoto la città sta rinascendo, la sua fiera tradizionale ce lo dimostra.
PAROLA AI COMMERCIANTI
Gli ambulanti erano 240, provenienti da tutta Italia. Ma molte erano anche le bancarelle locali. La prima, quella di Gilda, che vende giocattoli e che già di prima mattina era pronta lungo via Tagliacozzo. All’altro capo del centro, su corso Federico II, provenienti da Montereale, si erano sistemati Virgilio e Francesco Polidori, padre e figlio, con i loro tradizionali salumi e gli assaggini di prosciutto e coppa, soddisfatti dell’andamento della giornata di lavoro: «Il tempo ha retto, l’affluenza è ottima e le persone felici». Ai Quattro cantoni, con un vecchio megafono d’epoca, c’era Cesare Ianni e il calendario aquilano per sostenere le attività di “Jemo’nnanzi”, il gruppo di azione civica che dall'immediato dopo sisma coopera per sostenere la rinascita della città: «Con il tempo un po’ uggioso, temevamo che la gente non venisse. Invece ad ogni ora è aumentata". Tra le bancarelle più curiose, quella con i giochi anni ’80 o quella con strani oggetti per la cucina.
I NUMERI E IL FUTURO
Il verdetto dei rilevatori digitali posti all’ingresso della fiera in viale Gran Sasso: alle 19.40 oltre 30mila accessi. «Siamo molto contenti, il risultato ha superato le aspettative, dimostra che siamo in crescita», commenta Alberto Capretti della Fiva Confcommercio, «Ho parlato con visitatori provenienti da tutta Italia: da Arezzo, per esempio, o da Roma, oltre che da tutto l’Abruzzo». Capretti pensa già all’edizione numero 75 dell’anno prossimo: «Ne stiamo parlando con l’amministrazione, l’impegno è quello di tornare in piazza Duomo, introducendo qualche novità e accogliendo almeno 300 ambulanti. Poi potremmo salire ancora, interessando anche altre vie e piazze, quando altri cantieri del centro storico ce lo permetteranno».
Esulta anche il Comune. «Una partecipazione straordinaria, che segnala una voglia di rinascita che si fa sempre più viva», dice il vicesindaco Raffaele Daniele. «Dopo il grande impegno per garantire la massima sicurezza, è stata una soddisfazione vedere così tanta gente tra i banchi in ordine».
Il servizio d’ordine, concordato con le autorità, era ingente: 40 steward, più decine di volontari delle associazioni, con cinque ambulanze e anche mezzi anti-incendio. E le forze dell’ordine: in mezzo alla folla si notavano le divise dei vigili urbani, di polizia e guardia di finanza, ma anche i mantelli delle uniformi da rappresentanza di alcuni giovanissimi carabinieri.
I CONTROLLI DELLA FINANZA
E proprio la Finanza, presente con una ventina di militari coordinati dal tenente colonnello Luca Lauro per garantire la sicurezza ma anche il rispetto delle regole, ha riscontrato alcune irregolarità e la presenza di venditori abusivi. «I controlli hanno interessato tutta l’area fieristica, dove sono stati eseguiti mirati e ripetuti interventi che hanno portato i finanzieri di L’Aquila all’accertamento di violazioni per la mancata emissione del documento fiscale, al sequestro di centinaia di capi di abbigliamento, alcuni dei quali recanti marchi contraffatti, posti in vendita da commercianti ambulanti abusivi. Nel corso dei controlli sono stati, altresì, individuati una decina di lavoratori irregolari o in “nero», fa sapere il comando provinciale della guardia di finanza».
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