La gestione resta contesa: Cunicoli di Claudio chiusi

AVEZZANO. I lavori per rendere accessibili i Cunicoli di Claudio a turisti e studiosi provenienti da tutto il mondo per ammirare questo miracolo di ingegneria idraulica realizzato nel 52 d.C., sono...
AVEZZANO. I lavori per rendere accessibili i Cunicoli di Claudio a turisti e studiosi provenienti da tutto il mondo per ammirare questo miracolo di ingegneria idraulica realizzato nel 52 d.C., sono stati ultimati da un pezzo. Ma ancora non si sa quando verranno aperti. Lo scoglio da superare è stabilire a chi spetta la gestione. Sarà la Soprintendenza o la Regione, attraverso il Consorzio di bonifica? Nel 2016 il presidente della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, ha stanziato 250 mila euro per valorizzare l’Emissario di Claudio, ponendo però due condizioni: che a gestire i fondi fosse la Soprintendenza e che, ultimati i lavori, fosse individuato un soggetto, a livello nazionale, con capacità imprenditoriali e una collaudata esperienza nel mondo del turismo, al quale affidare la gestione del complesso. Ultimati i lavori si è posto però un problema: Soprintendenza e Regione si contendono la proprietà. Secondo la Soprintendenza il contratto di concessione stipulato nel 1863 tra il governo italiano e Torlonia, prevedeva che l’Emissario di Claudio, dopo il prosciugamento del lago, sarebbe rimasto di proprietà dello Stato. E non vi sarebbero documenti che attestino il passaggio alla Regione dei resti dell'opera romana neanche a seguito degli espropri nel 1951. La Regione comunque, non sembra demordere. Per sbloccare la situazione, che rischia di far slittare la riapertura dell’Emissario, l’assessore comunale Patrizia Gallese sta promuovendo una serie di incontri tra i soggetti interessati. «Vi sono tutte le condizioni», ha detto, «perché si trovi un accordo». (n.m.)
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