La monografia su Saturnino Gatti divide gli esperti

2 Marzo 2015

La casa editrice De Siena: è stata la Arbace e non Bologna a scrivere il primo libro sull’artista del Rinascimento

L’AQUILA. All’indomani della presentazione del testo di Ferdinando Bologna “Saturnino Gatti. Pittore e scultore del Rinascimento aquilano”, edito da Textus edizioni e “benedetto” da Vittorio Sgarbi, è polemica sulla paternità della prima monografia dedicata all’artista abruzzese. Infatti, mentre l’ufficio che ha curato la comunicazione sul testo ha definito quello di Bologna «la prima monografia sull’artista che offre al lettore una ricostruzione analitica dell’attività di Saturnino sullo sfondo dell’ambito artistico dell’Aquila, dei suoi rapporti con la Toscana fiorentina e l’Umbria centro-settentrionale», la casa editrice De Siena si è affrettata a precisare che «la prima monografia sul pittore Saturnino Gatti è stata pubblicata nel 2012 dalla casa editrice medesima, a cura di Lucia Arbace, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoatropologici dell’Abruzzo». In una nota, De Siena ha sottolineato che «il volume di altissimo pregio editoriale, dal titolo “Saturnino Gatti, i volti dell’anima”, attraverso le foto di Gino Di Paolo e i testi di Lucia Arbace mira a riscoprire una figura emblematica del nostro panorama artistico. Saturnino Gatti fu pittore, scultore, abile artista dalle raffinatezze degne dei suoi illustri colleghi italiani protagonisti del Rinascimento ed ebbe modo di esprimere la propria arte a livelli altissimi, spesso sottaciuti. La prima tiratura dell’opera è andata presto esaurita, tanto che è in via di ristampa, prontamente accolta con entusiasmo da svariate personalità del mondo dell’arte e non solo». Sulla questione è intervenuta la stessa Arbace: «Questa nuova pubblicazione va accolta con favore perché rimarca innanzitutto l’importanza dell’artista, il principale artefice del Rinascimento abruzzese, al quale mi auguro siano dedicati ulteriori studi, a ragione della complessità delle sue esperienze artistiche e dell’ampio raggio della sua attività», ha detto. «Dispiace però che un testo annunciato da tempo veda la luce con tanto ritardo e occorra rilevare la rinuncia di Ferdinando Bologna a vagliare tutto ciò che è stato scritto negli ultimi cinque anni, una rinuncia destinata a creare non poco imbarazzo nella comunità scientifica, perché ignora non solo il mio scritto ma anche i contributi di alcuni giovani studiosi meritevoli di incoraggiamento e di attenzione per favorire la loro crescita professionale». L’editore, Paolo De Siena, ha voluto ricordare infine che «tra i tanti consensi ottenuti dal volume firmato da Lucia Arbace si registrano quelli pervenuti da Francesca Barracciu, sottosegretario del ministero dei Beni culturali, dalla Presidenza del Parlamento europeo a Bruxelles, e da papa Francesco il quale ha espresso tutto il suo apprezzamento per la pubblicazione».

Michela Corridore

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