Pratola Peligna

La preside: “Via tutti i cellulari dalla classe”. Scatta la ribellione degli studenti

27 Ottobre 2026

Pratola Peligna, il provvedimento che divide. Obbligo di depositare i telefoni all’inizio delle lezioni: una classe si rifiuta di consegnarli per protesta. La dirigente colastica esclude responsabilità per eventuali danni o smarrimenti. La disposizione è scattata ieri

PRATOLA PELIGNA. Fa discutere la circolare numero 36 firmata da Paola Ruscitti, dirigente scolastica del Polo scientifico-tecnologico “Fermi”, relativa alle modalità di deposito degli smartphone durante l’orario scolastico all’Istituto tecnico industriale di Pratola Peligna.

Il provvedimento ha già provocato le prime proteste: ieri, nel giorno del debutto delle nuove disposizioni, una classe si è rifiutata di consegnare i telefoni cellulari, contestando le modalità previste dalla preside.

La circolare, indirizzata a studenti, famiglie, docenti, Direzione dei servizi generali e amministrativi e personale Ata, richiama una precedente comunicazione, la numero 24, protocollo 13135 del 7 ottobre 2026, relativa al divieto di utilizzo degli smartphone durante le lezioni.

LA CIRCOLARE

La nuova disposizione stabilisce che, a partire dal 26 ottobre, gli studenti debbano depositare il proprio telefono, spento, nell’apposito armadietto presente in ogni aula. La procedura è dettagliata. Il docente della prima ora, dopo aver ricevuto la chiave dell’armadietto dal collaboratore scolastico, entra in classe, fa l’appello e invita ciascun alunno a depositare il proprio telefono spento. L’armadietto viene quindi chiuso a chiave. Il docente della prima ora consegna successivamente la chiave all’insegnante della seconda ora, così da consentire anche agli eventuali ritardatari di depositare il dispositivo. Una volta entrati tutti gli studenti, la chiave viene riconsegnata al collaboratore scolastico del piano. La circolare disciplina anche gli spostamenti durante la mattinata: «quando gli studenti si recano in palestra, nell’aula magna o nei laboratori, le aule devono essere chiuse a chiave dai collaboratori scolastici incaricati. Al termine delle lezioni, il docente dell’ultima ora riceve la chiave dal collaboratore scolastico e provvede alla restituzione dei telefoni. Gli studenti, in ordine e dopo un apposito controllo, devono ritirare personalmente il proprio dispositivo prima di uscire dalla scuola». Previste disposizioni specifiche anche per le uscite anticipate. In questi casi, il docente deve chiedere al collaboratore scolastico del piano la chiave dell’armadietto, consentendo all’alunno o all’alunna interessati di recuperare il telefono. Una volta terminata l’operazione, la chiave deve essere riconsegnata al collaboratore. È soprattutto il passaggio relativo alla responsabilità dei dispositivi a sollevare interrogativi. Nel documento, infatti, la dirigente precisa espressamente che «né i docenti né i collaboratori scolastici sono responsabili dei cellulari depositati nei vari armadietti», aggiungendo che i telefoni possono essere depositati e ripresi esclusivamente dai rispettivi proprietari. Una precisazione che non ha evitato le contestazioni. «Che la scuola debba svolgere una funzione educativa e pedagogica siamo d’accordo. Non possiamo consentire un uso dei telefoni per tutta la durata delle lezioni. Ma un conto è educare, altro è appropriarsi di un dispositivo. In caso di smarrimento o danneggiamento, chi ne risponde?», si chiede un docente la cui classe, ieri, per protesta, si è rifiutata in blocco di consegnargli gli smartphone secondo le indicazioni contenute nella circolare.

I DUBBI

Il nodo della questione riguarda dunque non soltanto il divieto di utilizzare i cellulari durante le attività didattiche, ma anche le modalità concrete con cui la scuola intende far rispettare la regola.

Da una parte, infatti, c’è l’esigenza di evitare distrazioni e garantire maggiore attenzione durante le lezioni; dall’altra, il timore che la custodia dei telefoni negli armadietti possa aprire interrogativi sulla tutela dei beni personali degli studenti e sulle eventuali responsabilità in caso di problemi.

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