«La Procura deve fare chiarezza»

30 Maggio 2019

Inchiesta sulle assunzioni al Cogesa, parlano i sindaci “ribelli”

SULMONA. «La Procura sta facendo il proprio lavoro. Abbiamo fatto e dobbiamo fare il nostro per il bene della società, dei lavoratori e delle comunità che rappresentiamo». All’indomani della notizia dell’avvio di un’inchiesta da parte della magistratura sul Cogesa, e in particolare sul verbale redatto in occasione della riunione ristretta dei sindaci del Controllo analogo sulle assunzioni di nuovo personale che ha portato all’emissione di due avvisi di garanzia, i sindaci che con il loro esposto hanno sollecitato le indagini, si dicono fiduciosi sull’operato della Procura. «Sono contento che sia stata trovata una soluzione per i precari», afferma il sindaco di Pacentro, Guido Angelilli, «per il resto non auspico procedimenti penali, ma se ci sono aspetteremo che si concludano».
Sotto inchiesta per falso sono finiti l’assessore con delega alle partecipate del Comune di Sulmona, Stefano Mariani, presidente del Comitato ristretto dei sindaci del controllo analogo e una ex dipendente del Cogesa che ha trascritto il verbale, Vincenza Santarelli. «Prima di rivolgerci alla Procura, abbiamo sollecitato più volte il presidente Mariani di correggere il verbale», precisa il sindaco di Cansano, Mario Ciampaglione, «lo abbiamo fatto più volte, almeno cinque o sei, non ottenendo mai una risposta. Anzi dal momento della nostra richiesta, il presidente Mariani, non si sa bene per quale motivo, non ha convocato più il Comitato ristretto dei sindaci, preferendo chiamare tutti i Comuni soci del Cogesa».
«Un Comitato che andava integrato con altri componenti visto che nel frattempo sono entrati in Cogesa altri Comuni», aggiunge il vicesindaco di Anversa degli Abruzzi, Gabriele Gianni, «ma da qui a cancellarlo proprio ce ne passa. E poi ripeto: noi ci siamo rivolti alla procura dopo che il presidente Stefano Mariani non ci ha degnato mai di una risposta». (c.l.)
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