La Procura vuole demolire il Campus dove c’è la scuola

9 Febbraio 2017

Pizzoli, lo si legge nel ricorso contro le 10 assoluzioni per violazioni edilizie Il processo di appello non è stato ancora fissato: i reati sono già prescritti

PIZZOLI. Il Campus universitario di Pizzoli, la magnifica struttura con 11 palazzine realizzata dall’imprenditore Giulio Carnevale per onorare la memoria della giovane figlia morta a causa del sisma del 2009, ora ospita alcune aule scolastiche del paese in seguito allo sciame sismico delle ultime settimane. Ma, incredibile ma vero, sulla sorte di questa struttura incombe ancora la volontà della Procura che ne auspica la demolizione. Infatti la struttura, costata milioni, è stata al centro di un processo penale che si è concluso nel 2015 con l’assoluzione di tutti gli imputati con formula piena. Tra questi gli esecutori dell’opera, l’ex sindaco di Pizzoli e tecnici comunali oltre allo stesso Carnevale. Il caso giudiziario si sarebbe concluso lì, visto che pochi mesi dopo la sentenza, è scattata la prescrizione. Ma la Procura, pur non potendo ottenere la condanna degli imputati, ha tuttavia presentato nel 2016 un ricorso espressamente finalizzato a demolire il Campus. Ora il Campus ospita una scuola e sicuramente sarà destinato anche ad altri impieghi importanti ma a meno di una marcia indietro le richieste della Procura che saranno esaminate in appello restano quelle. «È verosimile», si legge nel ricorso di appello, «che dopo il passaggio in giudicato della sentenza le 11 palazzine ormai dissequestrate saranno ultimate e utilizzate. Per questo si ritiene doveroso proporre l’impugnazione affinchè sia emessa una sentenza che pur non potendo applicare una pena adotti la diversa formula del “non doversi procedere per prescrizione” accertando la ricorrenza di un’ipotesi lottizzatoria. Tale pronuncia consentirebbe di acclarare l’illegittimità dell’intervento». «Verosimilmente», si legge ancora nel ricorso che punta in modo non equivoco alla demolizione, «si avrebbe che l’amministrazione comunale di Pizzoli, finora inerte, verrebbe messa in condizioni di adottare i doverosi provvedimenti di propria competenza per l’eliminazione di quelle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi». La causa è lontana dalla fissazione in appello. Visto che il processo è prescritto il suo svolgimento, in camera di consiglio, viene messo in coda ad altri procedimenti. Per cui a Pizzoli possono stare sicuri ma i legali sono certi che, a tempo debito, verrà confermata la piena assoluzione. Nel processo gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Pierluigi Pezzopane, Aurelia e Massimo Carosi, Massimo Rampini.

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