La rete di plastica non basta a fermare disperati e vagabondi

1 Giugno 2018

AVEZZANO. Spunta una rete di sottilissima plastica da cantiere all'ingresso della stamberga rifugio di disperati collegata con l'ex casa di riposo di via Toscana, ma il “muro di gomma” non ferma gli...

AVEZZANO. Spunta una rete di sottilissima plastica da cantiere all'ingresso della stamberga rifugio di disperati collegata con l'ex casa di riposo di via Toscana, ma il “muro di gomma” non ferma gli abusivi, mentre i residenti dell'ex oasi di pace e sicurezza,ora diventata fonte di paure e di degrado, si «sentono presi in giro» dal Comune. «Non si capisce se ridere o piangere», afferma una signora sconsolata, «dopo tanta attesa l'unica cosa che si è vista sono quei 2 operai per piazzare qualche metro di plastica subito divelta che, udite udite, doveva fare da barriera agli ingressi di vagabondi e disgraziati di ogni genere». Quel muro di plastica, ovviamente, è stato “aperto” senza grande fatica da qualche disperato che è andato a passare la notte in quella catapecchia indecente semi distrutta da un incendio e con seri rischi di crollo. Per non parlare dello spaventoso degrado che c'è dentro, in una zona piena di bambini e anziani, a poche decine di metri dal centro cittadino. Quadro immutato, invece, nell'area esterna della mega struttura, in parte inagibile, dell'ex casa di riposo di via Toscana, oggi rifugio di tanti sbandati. Anche qui l'erba che circonda la palazzina è cresciuta rigogliosa, mentre gli abitanti raccontano anche della presenza di altri ospiti indesiderati, oltre naturalmente agli occupanti abusivi: ratti e serpenti. Insomma, stando a ciò che si può vedere in giro, è stata tradita la promessa di far tagliare l'erba alta e di ordinare al proprietario della stamberga di bonificare e mettere in sicurezza il sito sul versante della ferrovia, in attesa di trovare le risorse – 400mila euro – per abbattere la palazzina inagibile.(m.s.)
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