La scalata di Gerosolimo: 7 liste per il dopo-Casini

16 Giugno 2021

Con l’ex assessore regionale anche “I Democratici” capeggiati da Bruno Di Masci Veto di Federico (Lega) alla Salvati: «Prima faccia il soldato, poi il generale» 

SULMONA. Sette liste per conquistare il Comune di Sulmona. Mentre il centrosinistra e il centrodestra sono ancora alle prese con una serie di problemi legati a defezioni, rinunce e auto proclamazioni, l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, continua a costruire il puzzle di liste civiche che lo dovranno sostenere alle Comunali in autunno. Una cosa ormai è certa: sarà lui a guidare la coalizione civica che, dopo l’amministrazione di Annamaria Casini (non si ricandiderà, ndc), cercherà di conquistare per la seconda volta di seguito Palazzo San Francesco. Sette liste sono pronte a sostenerlo e tra queste figura quella dell’ex sindaco Bruno Di Masci, che però non sarà candidato. Si chiamerà “I Democratici” e ne faranno parte alcuni consiglieri comunali uscenti come Antonio Di Rienzo e Luigi Santilli ed ex amministratori quali Luciano Marinucci che in passato è stato anche vicesindaco, ricoprendo poi il ruolo di assessore a Sport, Cultura e Turismo. «Nel gennaio di due anni fa abbiamo scelto l’esperienza del civismo per evitare che Sulmona finisse per l’ennesima volta nelle mani di un commissario prefettizio», sottolinea Di Masci, «i fatti ci hanno dato ragione per tutto quello che siamo riusciti a portare a termine in questi mesi. Progetti come la frana via Turati, la ristrutturazione del Liceo classico Ovidio, l’Eremo di Celestino V, il ponte di via Gorizia, Spazio Ovidio, l’area camper e tanti altri ancora. Vogliamo continuare su questa linea, che si è dimostrata vincente, anche per i prossimi cinque anni».
Nel centrosinistra regna una situazione di stallo in attesa che Gianfranco Di Piero, il candidato sindaco individuato ormai da circa un mese dai partiti e movimenti che ne fanno parte, sciolga le sue riserve.
Invece nel centrodestra, la situazione appare ingarbugliarsi. A sparigliare le carte è l’auto candidatura proposta dalla consigliera uscente della Lega, Roberta Salvati, eletta cinque anni fa in una lista dell’allora sindaco del Pd, Peppino Ranalli. E sarebbe proprio questo passato politico l’ostacolo più arduo. Così come evidenzia il coordinatore territoriale Fabio Federico. «La candidatura a sindaco del centrodestra di Roberta Salvati non è proponibile», afferma, «non possiamo accettare che una persona che fino a due anni fa è stata presidente del Partito democratico possa guidare le nostre liste alle prossime elezioni di Sulmona. La Salvati deve prima fare il soldato, poi può ambire a fare il generale. Una candidatura fuori da ogni logica. Qualora le cose dovessero andare diversamente, vorrà dire che ognuno si determinerà. L’unica cosa certa è che il candidato del centrodestra sarà scelto a Sulmona e non nelle sedi regionali dei partiti: da loro accetteremo solo l’indicazione del partito al quale spetta la candidatura».
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