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24 Agosto 2021

L’AQUILA. «Sulla localizzazione della scuola dei vigili del fuoco al Progetto Case di Sassa è necessario promuovere un tavolo di lavoro per trovare una soluzione adeguata».Lo scrive una cittadina di...

L’AQUILA. «Sulla localizzazione della scuola dei vigili del fuoco al Progetto Case di Sassa è necessario promuovere un tavolo di lavoro per trovare una soluzione adeguata».
Lo scrive una cittadina di Sassa, Maria Scarsella, che continua: «Prima di qualsiasi scelta progettuale è fondamentale analizzare il territorio, ma se un amministratore non ha mai visitato i luoghi che amministra, come può decidere? L’amministratore dovrebbe progettare non in una posizione di autorità, ma con una sostanziale parità nei confronti del cittadino per far sentire ogni persona felice di appartenere a una comunità. Nel caso specifico sono stati trascurati sia gli interessi di chi abita il Progetto Case di Sassa sia quelli degli allievi dei vigili del fuoco che si troverebbero a vivere in un deserto, senza servizi di prossimità né aggregazione sociale. Insomma, non è stato valutato l’impatto sociale. I cittadini non vanno messi da parte per essere risvegliati dopo un lungo letargo e solo al momento del voto. L’opposizione, poi, dovrebbe essere più tenace nel contrastare scelte inopportune e dovrebbe sentire di più il peso del proprio ruolo, vivendo il territorio per conoscere i problemi e le opportunità che esso offre».
LA POSIZIONE DEL PD. Sulla questione interviene anche Quirino Crosta, rappresentante del Pd locale. «L’amministrazione comunale», dice Crosta, «non ha preso in considerazione la questione sociale, ossia non ha minimamente idea dell’impatto che un’operazione urbanistica del genere può avere sulle famiglie residenti di un qualsiasi Progetto Case. Vanno considerate: la rete di relazioni che si è creata, la mutua solidarietà tra famiglie, i rapporti umani e lavorativi col territorio e, più di ogni altro, il tema della scuola. È surreale che si lascino le famiglie di bambini e ragazzi in età scolare nel dubbio di dove andare a scuola. È pazzia farlo a settembre, arrivando l’amministrazione tardi e male nella vita di questi giovanissimi: i programmi scolastici, le amicizie, i rapporti con gli insegnanti, i libri. Tutto ciò che finora questi studenti e studentesse hanno costruito, verrà cancellato con un colpo di spugna? La questione sociale va analizzata e affrontata prima di quella urbanistica e di quella amministrativa. Il corpo dei vigili del fuoco dell’Aquila va coinvolto anche perché chiede una sede unica che possa essere sostenibile, ossia un unico luogo in cui scuola e campus alloggi stiano insieme, e giustamente».
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