ROCCA DI BOTTE

La tragedia di Sofia: «Perché quel cancello era aperto?» 

Le lacrime dei genitori in diretta tv, l’urlo di nonna Gioia: «Qualcuno pagherà»

ROCCA DI BOTTE. Due genitori attenti, premurosi, affettuosi, vicini a quella che per loro era «la cosa più preziosa». Lo testimoniano i tanti amici della coppia, ma anche le numerose foto sui social che ritraggono mamma Giorgia con il pancione, oppure l’ecografia postata del profilo della giovane donna.

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Tutti i sogni di una giovane famiglia spezzati in un momento.
E poi le foto di papà Federico, 27 anni, barista, che mostra orgoglioso la sua bambina, che sorride insieme alla sua compagna di vita e al suo piccolo tesoro. I due genitori vivevano per Sofia. E poi ecco i tanti momenti di gioia vissuti al mare, tutti insieme, o tra il verde del X Municipio di Roma.
Foto che raccontano una vita d’amore insieme. Ora quello che stanno vivendo è un dramma e non riescono a tacere quando sentono che si parla della tragedia in tv. Così durante la diretta su Raidue dal campetto che dista pochi passi dalla loro casa, escono e vanno subito sul posto, per parlare, dire la loro, forse senza rendersi conto di finire in un attimo davanti a milioni di persone. Sulla dinamica non hanno voluto dire nulla, solo qualche frase, ma in modo più preciso, nonostante la rabbia e le urla, hanno puntato il dito contro gli amministratori comunali.

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Il giovane papà ha gridato più volte: «Il cancello era aperto, perché, perché?». Mentre la mamma incredula continuava a guardarsi intorno spaesata e provata. Ora se lo chiedono tutti perché quel cancello fosse aperto. Se lo chiede anche la nonna materna Gioia, che piange in diretta e si pone delle domande: «Perché se non si poteva entrare in quel posto, i cancelli erano aperti? Nessuno finora ci ha fatto le condoglianze», ha detto la nonna della piccola Sofia distrutta da una perdita troppo grande. «Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino e poi non ci ha neanche fatto una chiamata. Io farò denunce a tutti», ha annunciato la donna, «più di una volta abbiamo detto che queste porte non erano fissate, ci è scappato il morto, io piango mia nipote dentro una bara, adesso qualcuno ha tolto dal campo anche il pallone della mia nipotina. Lo ribadisco: mia figlia, suo marito e Sofia sono entrati dal cancello. Qualcuno deve pagare per questa immane tragedia che si è abbattuta sulla nostra famiglia». (p.g.)
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