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Witcha, nasce a Celano Il museo delle radici gemellato con Philadelphia

18 Marzo 2026

L’iniziativa mira a valorizzare i legami tra la Marsica e la più grande comunità di origine abruzzese del Nord America

CELANO.

L’identità di una comunità, attraverso le tracce lasciate da chi è stato costretto a partire. Ad attraversare l’oceano. Portando con sé un pugno di terra e un bagaglio di speranze e di radici da trapiantare. E proprio per rinsaldare il laccio che lega le diverse generazioni di emigrati alla loro terra, si porta a compimento un’iniziativa di cooperazione internazionale di portata storica. Il gemellaggio tra la città di Celano e Tinicum Township, nella Delaware Valley, cuore pulsante dell’area metropolitana di Philadelphia, ha trovato la sua sintesi in un protocollo d’intesa sottoscritto dalle rispettive autorità istituzionali.

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Un atto politico, culturale e antropologico che mira a valorizzare i legami tra la Marsica e la più grande comunità italo-americana di origine abruzzese del Nord America, a pochi passi dalle luci di New York.

Il Museo “Witcha”

Il motore del gemellaggio è il museo “Witcha Abruzzo Dentro”, ospitato nel palazzo della Cultura di Celano, ideato e fondato dall’antropologa Manuela Sirikith Ciaccia e dedicato alla memoria di Fernando Ciaccia, eroe della Legione Straniera, caduto sul lavoro. Il polo è stato riconosciuto come Museo dei patrimoni immateriali Unesco. Ed è un “museo che viaggia”. Attraverso il tempo e le distanze. Capace di dialogare con le istituzioni d’oltreoceano. Il presidio ha raccolto l’interesse del consolato generale d’Italia a Philadelphia, che lo ha ufficialmente riconosciuto come punto di riferimento monumentale per gli italiani all’estero. E sulla scorta di questo prestigioso ruolo di raccordo internazionale, oggi, all’interno del celebre “Lazaretto” di Philadelphia – edificio che ha scritto la storia, simbolo dell’emigrazione europea, luogo di quarantena e primo impatto fisico degli immigrati col nuovo mondo – la dottoressa Ciaccia ha assunto in gestione, in sinergia con l’Università della Pennsylvania, un settore denominato “C’eri” - Centro emigrazione radici Italia - sala dedicata alla cultura italoamericana, collegata ai cantieri “Cooperazione internazionale”. Del team internazionale fanno parte Antonella Gatta, Omero Longo e Nick Rapagnani.

Il patto storico

L’iniziativa, sostenuta dall’amministrazione di Celano, a partire dalla proposta dal consolato italiano a Philadelphia, è un monito a trasformare la nostalgia in opportunità. Il sindaco Settimio Santilli sottolinea con forza la portata strategica dell’operazione: «Questo sodalizio è una delle azioni culturali più incisive che la Marsica e l’Abruzzo possano compiere», ha dichiarato. «L'idea non è solo conservare la memoria identitaria, ma attivare un polo dinamico che generi ricadute su turismo, cultura e commercio». Una visione condivisa dalla presidente del consiglio comunale Silvia Morelli, che vede nel Museo italo-americano una sorta di svolta culturale: «È un luogo fisico che richiama la valorizzazione del Cram (Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo) e un gioiello che appartiene a tutti noi». La consigliera Lisa Carusi pone l’accento sul futuro dei giovani. L’accordo prevede infatti scambi scolastici e stage internazionali, che consentiranno agli studenti americani e celanesi di incrociare i rispettivi percorsi di studio in un’ottica di incoming esperienziale. Nella delibera di approvazione del protocollo, inoltre, la giunta ha disposto di istituire una speciale “Carta del Gemellaggio Antropologico Celano – Tinicum Township”. Secondo quanto stabilito, il documento sarà sottoposto alla visione della Regione Abruzzo attraverso apposito convegno a cadenza annuale.

Il Brand “Terra Marsa”

Il gemellaggio guarda con estremo interesse anche al portafoglio della Marsica. Seguendo le direttive del Maeci (Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale) per la promozione della lingua italiana e del “turismo delle radici”, l’operazione ha già incassato il parere favorevole della Camera di Commercio di Houston. L’obiettivo è ambizioso: promuovere i prodotti di nicchia del Fucino e della Marsica attraverso il format “Terra Marsa- Marsa Terra”. In questo modo, l’eccellenza agroalimentare locale si instrada su una corsia preferenziale che accede al mercato statunitense. Di certo, a beneficio della comunità abruzzese all’estero. In questo modo il patto oltre l’Atlantico diventa strumento trasversale per un confronto su scambio e sentimenti di appartenenza che restano vivi nonostante la distanza.