Lacrime, abbracci e tanti applausi: l’addio commosso all’ex dirigente sportivo Papponetti

Ultima passerella per l’82enne che da arbitro locale arrivò poi ai vertici nazionali fino a Coverciano. La figlia Eleonora: «Diceva di fare ogni sport per imparare a non arrendersi». Presente anche Abete
L’AQUILA. La maglia gialla da arbitro e quella azzurra della Nazionale di calcio adagiate sul feretro. Intorno i vessilli della Federazione italiana gioco calcio, della Lega nazionale dilettanti e del Panathlon. Poi le lacrime, gli abbracci e i ricordi. Tanti, molti da incorniciare, come i traguardi raggiunti nella sua vita. Una folla commossa ha tributato ieri, nella chiesa di san Pio X, l’ultimo saluto ad Antonio Papponetti, dirigente, amico dello sport abruzzese e nazionale, scomparso tre giorni fa a 82 anni. Nella chiesa gremita di parenti, amici e colleghi si è ritrovato il mondo dello sport aquilano e nazionale. In prima fila, tra gli altri, il presidente della Lega nazionale dilettanti Giancarlo Abete, il presidente del Coni Abruzzo Antonello Passacantando e i vertici del calcio regionale.
Insieme a loro un gran numero di uomini e donne che allo sport hanno dedicato la vita, impossibile citarli tutti. L’altro ieri Papponetti era stato salutato anche dal presidente della Federazione italiana gioco calcio, Gabriele Gravina. «Lui ha seminato e il suo esempio ha dato frutti», ha detto nella sua omelia fra Marcel Balint, dei frati minori conventuali. Tra le tante persone che affollavano la chiesa, c’era chi ricordava gli esordi di Papponetti sui campi di calcio, con la maglia bianca a strisce diagonali rossoblù ai tempi dello Sporting e del Tof, il terzo ordine francescano. «Era robusto», ricordano i compagni di squadra, «nella contraerea difensiva riusciva a spuntarla sugli avversari. Poi ha cambiato strada ma il calcio è rimasto la sua passione».
Prima arbitro di serie C, poi presidente della sezione aquilana dell’Aia, per poi ricoprire il ruolo di presidente del Comitato Regionale dell’Abruzzo della Federazione italiana gioco calcio, dal 1984 al 2001. In ambito Figc, a livello nazionale ha rivestito la carica di presidente del Settore Giovanile e Scolastico dal 2001 al 2004 e poi, fino al 2011, è stato vice presidente del Settore tecnico a Coverciano sotto le presidenze di Azeglio Vicini e Roberto Baggio. Ma i ricordi più veri sono quelli dei figli Eleonora e Lorenzo, che da bambino lo seguiva nelle sue trasferte.
«Ci diceva sempre che dovevamo fare tutti gli sport», racconta commossa la figlia Eleonora al termine della cerimonia funebre. «Ci diceva che lo sport ci avrebbe insegnato tutto: a vincere, a perdere e a non arrenderci mai». «Faceva tutto con grandissima passione», conclude Eleonora Papponetti, «ci dava tanti consigli che noi figli a volte non seguivamo. Ma alla fine aveva sempre ragione lui».
@RIPRODUZIONE RISERVATA

