L’AQUILA
Ora c’è anche la “forza” documentale a sancire, dopo oltre quattro secoli, che la “Visitazione” di Raffaello tornerà idealmente a casa. Il capolavoro dipinto per la chiesa aquilana di San Silvestro nei primi anni del Cinquecento sarà al centro della grande mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”, uno degli eventi più attesi dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Un ritorno carico di significato per un’opera che nasce dal legame tra il maestro urbinate e la città e che torna oggi a dialogare con la sua storia. La giunta comunale ha approvato il disciplinare d’obbligo con il Museo Nazionale d’Abruzzo e ha preso formalmente atto del progetto espositivo, una delle mostre di punta del programma culturale del prossimo anno. Il provvedimento recepisce il progetto presentato dal Munda e già esaminato dal Comitato dei Garanti della Capitale della Cultura, che ha espresso parere favorevole all’inserimento dell’iniziativa tra gli appuntamenti di maggiore rilievo del cartellone 2026. L’esposizione è in programma dal 27 giugno al 27 settembre negli spazi del Castello Cinquecentesco e ruoterà attorno a un evento di grande valore simbolico e storico.
L’opera, realizzata dal maestro urbinate nei primi anni del Cinquecento per la chiesa aquilana di San Silvestro, rappresenta uno dei capolavori del Rinascimento italiano e costituisce un legame profondo tra la città e la grande stagione artistica dell’epoca. Il progetto espositivo intende ricostruire la genesi della tavola e il contesto culturale nel quale nacque, approfondendo il rapporto tra Raffaello e l’ambiente artistico e religioso aquilano.
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Il percorso scientifico della mostra sarà articolato e comprenderà dipinti, disegni, stampe, modelli architettonici e documenti storici, con l’obiettivo di restituire al pubblico una lettura completa dell’opera e del suo significato nel panorama artistico del Cinquecento. Accanto alla Visitazione saranno esposte anche opere e materiali legati alla produzione di Pontormo e ad altri protagonisti della stagione manierista, offrendo così un quadro ampio delle relazioni artistiche che attraversavano l’Italia del tempo.
L’iniziativa rientra nella scheda di intervento dedicata agli eventi culturali degli istituti museali nazionali aquilani previsti per il 2026, finanziata nell’ambito del programma Restart2. Il progetto nasce infatti dalla collaborazione tra il Comune dell’Aquila e le principali istituzioni museali nazionali presenti sul territorio, con l’obiettivo di realizzare mostre e appuntamenti di alto profilo scientifico e culturale capaci di rafforzare il ruolo della città nel panorama culturale nazionale e internazionale. Il costo complessivo stimato per la realizzazione della mostra è pari a 892mila euro. Di questi, 711mila euro saranno coperti attraverso le risorse del programma Restart 2, mentre la restante parte sarà garantita tramite forme di cofinanziamento.
Il disciplinare approvato dalla giunta definisce i rapporti operativi tra il Comune e il Munda, a cui spetterà la cura scientifica e organizzativa della mostra, mentre l’amministrazione comunale garantirà il supporto amministrativo, il coordinamento delle attività, la strategia di comunicazione e l’erogazione delle risorse previste.
«Con questo atto amministrativo consolidiamo un progetto di straordinaria rilevanza scientifica e culturale, che arricchirà il programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e rafforzerà il ruolo della nostra città nel panorama artistico internazionale», ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. «La collaborazione con il Museo Nazionale d’Abruzzo e con le principali istituzioni culturali rappresenta un tassello fondamentale della strategia con cui intendiamo valorizzare il patrimonio storico e artistico aquilano, trasformandolo in un motore di sviluppo e di attrattività per il territorio».
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