L’Aquila

L’Aquila e il caso migranti, l’assessore De Santis insiste: «Non c’è bisogno del dormitorio»

13 Gennaio 2026

Stasera alle 20 su Rete8 il confronto con Paolo Giorgi della Fraterna Tau sull’accoglienza in città degli stranieri. Alla mensa di Celestino ogni giorno 150 pasti: «Non cerchiamo scontri, c’è un’esigenza di umanità»

L’AQUILA. Resta alta l’attenzione sull’accoglienza degli immigrati pakistani: sono dieci quelli che, al momento, restano nel dormitorio allestito per l’emergenza. E mentre dall’assessore comunale all’urbanistica arriva un secco “no” all’ipotesi di un dormitorio permanente in città, la rete solidale della Fraterna Tau continua a reggere il peso dell’emergenza. Alla mensa di Celestino il lavoro prosegue a ritmo serrato: ogni giorno vengono garantiti circa 150 pasti caldi, a cui si aggiungono altre 40 persone che usufruiscono dell’asporto, spesso perché hanno bambini piccoli o per un senso di vergogna che ancora accompagna la richiesta di aiuto. Un impegno incessante che va oltre il pasto quotidiano e si estende a due distribuzioni mensili di buste alimentari destinate a 55 nuclei familiari del territorio. Il via vai continuo nella sede operativa in zona Piazza d'Armi, soprattutto nelle ore di punta, restituisce la fotografia di un bisogno concreto e quotidiano. Una realtà che sarà raccontata nell’approfondimento “Dentro L’A notizia”, in onda questa sera su Rete 8 (ore 20), a cura del giornalista del Centro Stefano Dascoli. In studio, insieme a lui, l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis e Paolo Giorgi della Fraterna Tau, l’associazione che gestisce la struttura adiacente alla Mensa dei poveri. Prima ancora di entrare nel merito delle scelte operative, l’assessore De Santis respinge l’idea di un’emergenza gestita male e parla apertamente di una strumentalizzazione politica. A suo avviso, attorno all’accoglienza dei migranti si sarebbe costruito un conflitto artificiale, distante dalla reale natura dei problemi, che restano soprattutto tecnici e di sicurezza. «Si sta cercando di creare un conflitto che non esiste, l’opposizione ha parlato tanto di Vangelo in questi giorni sulla stampa, forse anche in maniera un po’ ipocrita» afferma De Santis. Il no dell’amministrazione a un dormitorio permanente in città viene così ribadito e motivato dall’assessore, che richiama la necessità di puntare su percorsi strutturati e di lungo periodo, evitando soluzioni emergenziali. Al centro anche le preoccupazioni legate alla sicurezza, ai controlli sui flussi migratori, alle segnalazioni arrivate negli anni dai residenti del quartiere e ai profili di responsabilità legale connessi all’utilizzo di strutture non idonee. «Io credo che qui il dormitorio non vada fatto, L’Aquila è una città che ha una rete imponente di sostegno alle fragilità, con appartamenti affidati agli indigenti e percorsi di inclusione. Non si tratta di far dormire qualcuno una notte per pulirsi la coscienza, ma di costruire percorsi a lungo termine», spiega De Santis. Infine, il tema della sicurezza e delle responsabilità con riferimento alla chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi: «Stiamo parlando di una struttura che ha un’ordinanza di demolizione confermata dal Consiglio di Stato. Se fosse successo qualcosa lì dentro, ne avremmo risposto non solo come amministratori, ma come rappresentanti dell’intera collettività». Al centro, sottolinea Paolo Giorgi della Fraterna Tau, c’è prima di tutto una questione di umanità. «La proposta di accoglienza nasce da un’esigenza profondamente umana, dal desiderio di non lasciare persone in difficoltà» spiega Giorgi, respingendo l’idea di una scelta provocatoria o di una contrapposizione con le istituzioni. «Abbiamo comunicato le nostre intenzioni con trasparenza, senza forzature. Non cercavamo uno scontro politico, ma una risposta a un bisogno reale». E conclude: «Le porte erano aperte per chi aveva freddo e non aveva alternative. Se ci fossero stati problemi, eravamo pronti a parlarne. Dare riparo a poche persone per qualche notte non dovrebbe diventare un caso, ma essere riconosciuto per quello che è: un gesto di accoglienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA