L’Aquila piange Andrea, morto a 27 anni. Teatro, cinema e fotografia: aveva ancora tanti sogni da realizzare

Un brutto male ha spento per sempre il sorriso di Andrea Cappella. Una scomparsa che ha suscitato profonda commozione in un’intera comunità
L’AQUILA. Un brutto male ha spento per sempre il sorriso di Andrea Cappella, aquilano, a soli 27 anni. Una scomparsa prematura che ha suscitato profonda commozione tra quanti lo conoscevano e avevano avuto modo di apprezzarne le qualità umane e professionali. Andrea era un giovane molto conosciuto perché lavorava con le immagini: fotografia, teatro, video. Erano tutto il suo mondo, una passione che aveva trasformato in una professione, coltivandola con dedizione, sensibilità e voglia di imparare. Aveva ancora tanti progetti da realizzare e un futuro da costruire attraverso la creatività e il talento. Lo piangono la città e anche San Demetrio, dove il papà Marco, prima di andare in pensione il 1° settembre del 2026, era stato per anni segretario dell’Istituto comprensivo Cesidia Fiori San Demetrio-Rocca di Mezzo. La scuola stessa ha inviato un messaggio di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Andrea lascia anche la mamma Carla, i fratelli e tutti i parenti e amici che con lui hanno condiviso un pezzo di vita, davvero troppo breve. Andrea Cappella era laureato in Lettere moderne e poi si era trasferito a Roma per frequentare corsi di formazione che gli avevano permesso di lavorare anche come filmmaker. Aveva fatto anche il fonico in alcuni eventi e cortometraggi e al servizio di diverse produzioni. Per tanti anni è stato il fotografo ufficiale di Tra, Teatri Riuniti d’Abruzzo, seguendo spettacoli su diversi palcoscenici della regione, come il Marrucino di Chieti e il Fenaroli di Lanciano. Le foto di scena erano la sua grande passione, insieme a quella per il cinema.
Attraverso l’obiettivo amava raccontare il teatro, cogliendo espressioni, gesti ed emozioni degli artisti. Un lavoro che gli consentiva di unire la sensibilità artistica all'amore per le immagini. Oggi c’è stato l’ultimo saluto, nella chiesa di San Bernardino.
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