L’AQUILA

L’Aquila. Preso il rapinatore di piazza Chiarino

26 Marzo 2026

La polizia lo ha trovato alla periferia ovest della città. Ora è in un centro per il rimpatrio in attesa del decreto di espulsione

L’AQUILA

Una segnalazione a quasi due mesi di distanza e l’intervento degli agenti della polizia di Stato. È così che sono terminate le ricerche di un giovane di origini egiziane, irregolare sul territorio, ritenuto l’autore della tentata rapina avvenuta lo scorso febbraio in un appartamento di via Garibaldi con affaccio su piazza Chiarino. La soffiata ha portato all’identificazione del ricercato, dapprima condotto negli uffici della questura e poi inviato al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in attesa del decreto di espulsione.

PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA

Gli agenti della squadra Volante della questura dell’Aquila lo hanno trovato nei pressi del My Suite hotel, all’immediata periferia ovest del capoluogo, dove il giovane stazionava nel pomeriggio di due giorni fa.

Una volta avvicinato, non avrebbe opposto resistenza, montando poi su una delle volanti giunte sul posto a prelevarlo. Tanti ancora i dubbi da sciogliere, a cominciare dai motivi per cui si trovasse dove poi è stato notato e fermato. Ma anche su dove abbia trovato riparo negli ultimi 50 giorni, da quando cioè aveva fatto perdere le proprie tracce a seguito della colluttazione ingaggiata con il proprietario di casa. Così come ancora ignote restano le ragioni che lo avrebbero spinto a introdursi e poi frugare in quell’appartamento, salvo poi essere colto sul fatto.

L’episodio, avvenuto nella tarda mattinata del 4 febbraio scorso, aveva scosso la comunità aquilana. Testimoni avevano poi riferito di aver visto un uomo correre in strada col volto coperto di sangue chiedendo aiuto ai passanti. A prestargli i primi soccorsi erano state due ragazze, cui poi si sono aggiunti i negozianti di piazza Chiarino, anch’essi attratti dalle urla. Quindi l’arrivo sul posto di un’ambulanza e la corsa in ospedale, dove all’uomo è stata poi riscontrata una ferita all’altezza delle tempie (di qui il copioso sanguinamento che ha allarmato i passanti) guaribile in trenta giorni. Poi l’intervento degli investigatori della polizia Scientifica, che hanno rinvenuto diverse tracce ematiche lungo la scalinata interna della palazzina, fino all’appartamento. Anche se dell’aggressore nessuna traccia. Dalla versione fornita dalla vittima è poi emerso come l’inquilino dell’appartamento fosse appena rincasato per poi trovarsi di fronte il rapinatore. «Dammi il telefono», avrebbe intimato quest’ultimo alla vittima. Invito tuttavia prontamente declinato. Ne è nata quindi una colluttazione, con l’inquilino che ha avuto la peggio perché raggiunto alla testa da un oggetto contundente, presumibilmente un bastone. Infine la fuga e le ricerche da parte della polizia. Ricerche terminate 48 ore fa, con il soggetto definitivamente assicurato alla giustizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA