il mistero

L’Aquila. Trovato morto da giorni davanti a casa

16 Luglio 2026

Il 58enne Cipicchia steso a terra tra un’auto e un trattore: sul posto gli agenti della Scientifica e il medico legale

L’AQUILA

Lo hanno trovato senza vita nel cortile di casa, steso tra una Ford bianca e un trattore. A perdere la vita Silvio Cipicchia, classe 1968, che da qualche giorno era tornato ad Assergi nella sua casa demolita e ricostruita dopo il sisma, in una traversa di via Sotto La Chiesa, proprio sotto l’edificio sacro intitolato alla Madonna. Giallo sulle cause.

la macabra scoperta

La morte di Cipicchia risale certamente a un paio di giorni fa, forse tre, probabilmente subito dopo essere arrivato ad Assergi e aver lasciato l’anziana madre con la badante a Villa Rosa di Martinsicuro. Il corpo è stato trovato tra la macchina, lasciata col cofano motore aperto, e un trattore. Sul posto numerose pattuglie della polizia, che hanno messo in opera un cordone di sicurezza per impedire ad altri di poter entrare nella villetta. Tra i vicini, le ipotesi per la tragica fine di Cipicchia convergono tutte verso il malore. Due mesi fa, infatti, era stato ricoverato in ospedale per alcuni disturbi. Le sue condizioni di salute erano cagionevoli e faceva addirittura fatica a stare in piedi a causa di problemi seri alla schiena. Ma nessuna pista è esclusa.

il ricordo degli amici

Tuttavia, come ricordano gli amici e i conoscenti, «era un gran testardo». Una testa dura, che voleva continuare a fare quello che era abituato a fare anche adesso che le sue condizioni di salute non glielo permettevano più. Giorni fa, raccontano i vicini, si era messo in testa di rimettere in moto un trattore e probabilmente, è l’ipotesi delle persone che lo conoscevano, aveva avvicinato la Ford bianca al mezzo agricolo e aveva aperto il cofano motore per togliere la batteria. E la frase: «Era un testardo, glielo avevo detto di rimanere con noi al mare», prende corpo nelle disperate parole della badante, arrivata insieme all’anziana madre sul luogo della tragedia. Pochi minuti prima, proveniente anche lei dalla costa, era arrivata la figlia Maria Eugenia. La villetta è rimasta interdetta all’accesso di ogni estraneo fino a tarda sera, per permettere i rilievi della Scientifica e la ricognizione del medico legale. Ad accompagnare i lavori degli inquirenti, l’abbaiare dei tre cani della vittima. Due chiusi in un angolo in precarie condizioni e il terzo, Rambo, quello che non lasciava mai Silvio da solo, spaventato dal trambusto e che per questo rimasto a lungo nascosto sotto la Ford bianca.

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