Lavoro per disabili, ma solo se di Sulmona

22 Agosto 2015

Concorso voluto dalla giunta. La Civita accusa: «Discriminatorio e anticostituzionale, va bloccato»

SULMONA. Un concorso pubblico riservato ai disabili, ma che esclude quelli residenti fuori Sulmona. Il provvedimento, varato dalla giunta del sindaco Peppino Ranalli alla vigilia di Ferragosto, sta sollevando un polverone.

Una discriminazione tra i diversamente abili che, secondo l’opposizione consiliare, che ha fatto indignare in modo particolare il capogruppo di Forza Italia, Luigi La Civita. Quest’ultimo ha chiesto, in autotutela, l’annullamento della contestata delibera varata dalla giunta.

Il concorso pubblico in questione prevede la copertura di due posti in organico riservati ai diversamente abili residenti in città e con una percentuale di invalidità compresa tra il 50% e 60%.

«L’atto deliberativo» afferma il capogruppo di Forza Italia «viola palesemente e pesantemente le norme in materia di partecipazione ai concorsi pubblici per i diversamente abili. Infatti, nello stabilire i criteri» sottolinea ancora La Civita «si limita esclusivamente a fissare termini stringenti di partecipazione non previsti dalla legge e, in particolare, il requisito della residenza nel comune di Sulmona e del possesso di percentuale di invalidità compresa tra il 50% e 60%. Si tratta di condizioni che violano i principi costituzionali e comunitari che garantiscano la partecipazione e la concorrenza».

Secondo La Civita, riguardo al possesso della residenza nel Comune che indice il concorso, in questo caso quello di Sulmona, la legge 68/99 non prevede e non fornisce alcuna possibilità di limitare la partecipazione alla procedura di assunzione ai soli residenti nel territorio comunale.

«A questo proposito» rincara la dose il consigliere di opposizione «si fa sommessamente notare come la motivazione posta a base di tale illegittima scelta evidenzia perfino la non conoscenza nella nostra realtà territoriale che vede ad esempio alcune frazioni della città, tra cui Bagnaturo, Torrone e Valle Larga, confinare con il tessuto abitativo di altri comuni come Pratola Peligna, Introdacqua e Pettorano sul Gizio, posto in continuità e dove al permanere delle condizioni orografiche è la sola strada di accesso a costituisce il mero confine geografico. Estendendo questo principio risulta difficile comprendere il perché persone diversamente abili residenti in altri Comuni» conclude il capogruppo La Civita «dovrebbero vedersi negare il diritto di partecipazione alla selezione per il pubblico impiego avviata dalla giunta comunale».

Da qui la richiesta al sindaco, al presidente del consiglio comunale Franco Casciani e a tutti i consiglieri comunali di annullare il provvedimento in questione.

Chiara Buccini

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