Le lacrime di Capistrello per ricordare Di Marco

Migliaia di fedeli per l’addio all’imprenditore, i volontari Avis portano la bara Il sacerdote: «Marito esemplare, padre magnifico e lavoratore tenace»
CAPISTRELLO. La pioggia battente si è mischiata alle lacrime di migliaia di persone arrivate a Capistrello per l’ultimo saluto a Roberto Di Marco, 53 anni, l’imprenditore titolare della Codimar morto in un tragico incidente sul lavoro.
Alle 15, quando la salma è arrivata sul sagrato, la chiesa di San Giuseppe era già gremita. I negozi, con la proclamazione del lutto cittadino, sono rimasti chiusi fino al termine della cerimonia funebre, mentre gli edifici pubblici avevano la bandiere a mezz’asta. Gli amici e i volontari dell’Avis hanno voluto portare per un tratto la bara a spalla, nonostante la pioggia.
Dietro al feretro, distrutte dal dolore ma composte e abbracciate tra loro, la moglie Lorella e le figlie Beatrice e Valentina. Il parroco, don Antonio Sterpetti, che ha concelebrato insieme a padre Giancarlo, don Adriano e don Pietro, ha ricordato la devozione dell’intera famiglia incoraggiandone tutti i componenti ad «avere forza per andare avanti».
«Voi avete sentimenti cristiani», ha detto il sacerdote rivolgendosi alla famiglia, «e avete la certezza che terminata questa esistenza terrena ne inizia un’altra più gloriosa nel cielo. La morte di Roberto è stata dolorosa per la famiglia, ma ha scosso l’intera comunità alla quale era legato e quelle dei paesi adiacenti, oltre a tutti i luoghi dove l’impresa opera. Oggi molti sono venuti da queste località per unirsi al dolore dei familiari e per esprimere il loro affetto. Sono tante le doti di Roberto che potremmo ricordare, da quelle umane a quelle professionali, ma posso dire che è stato un marito esemplare e un padre magnifico per la sua famiglia e un lavoratore tenace e onesto per l’azienda, un uomo capace, tenace nel portare a termine i progetti. Roberto era inserito in tante associazioni, soprattutto nell’Avis, con cui ha portato a termine cose belle, basti pensare alla Croce luminosa sul monte Aurunzo che risplende nel circondario oppure alle stazioni della Via Crucis che conduce alla chiesa della Madonna al Monte».
Al termine della funzione, il presidente dell’Avis, Maria Rita Fracassi, ha voluto ricordare l’imprenditore come «la colonna portante del gruppo». «Con il tuo carattere sempre pacato», ha affermato la Fracassi, «abbiamo superato ogni difficoltà e abbiamo affrontato tante avventure. Ciao Roberto».
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