Lettere dal fronte, quelle storie di censura

20 Agosto 2019

Gli scritti di soldati e famiglie della provincia dell’Aquila raccolti in un libro dal medico De Blasis

CIVITELLA ROVETO. «Che cosa uscirà da questo caos? I vincitori staranno meglio dei vinti? La guerra è una follia senza nome, è come un suicidio. È la vergogna del nostro tempo! Dov’è la civiltà tanto decantata dagli uomini del XX secolo? Ventesimo secolo: ritorno alla barbarie, all’odio tra i popoli, distruzione di ricchezze, fame, sterminio di popoli e di razze. Bel risultato! Speriamo che i popoli comprendano!». È uno dei passaggi di una lettera censurata, inviata da Lione, nel 1943, alla famiglia Di Stefano di Ocre, e fa parte del nuovo libro di Giovanni De Blasis, dal titolo “Il pane sarà contato a briciole. Censura di guerra nella provincia dell’Aquila, 1940-1943”. Il volume è stato presentato dallo stesso autore, preceduto dalle riflessioni del giornalista Sergio Natalia. Entrambi sono stati presentati dall’assessore comunale alla Cultura di Civitella Roveto, Pierluigi Oddi. L’autore, noto per la sua attività di chirurgo all’ospedale di Avezzano, è al suo terzo impegno come appassionato di storia locale. Il libro contiene numerosi brani di lettere scritte dai soldati o dai loro familiari durante la Seconda guerra mondiale. Lettere che non arrivarono mai a destinazione, in quanto bloccate dalla commissione di censura aquilana. «Quelle commissioni di censura», come specificato dallo stesso De Blasis, «potevano togliere le lettere il cui contenuto comprometteva il segreto militare o esprimeva sfiducia nell’esito positivo della guerra. Il alcuni casi le commissioni rendevano illeggibili, con un tratto di inchiostro di china, le frasi che potevano deprimere il morale dei combattenti o dei familiari a casa. Le frasi censurate venivano trascritte in rapporti che venivano poi spediti al ministero degli Interni e della Guerra. Facendo queste operazioni, il censore ha reso, inconsapevolmente, un grande servizio alla storia, in quanto ha fermato sulla carta notizie e sentimenti che altrimenti sarebbero andati perduti. Dunque è la storia della guerra raccontata dal basso, con gli occhi di chi la combatteva e ne subiva le terribili conseguenze».
Il ricavato del libro sarà devoluto all’associazione “Andare oltre” fondata dal medico marsicano Piero Petricca che costruisce scuole in Africa e cura bambini e indigenti in Congo e Burundi. Il libro ora verrà presentato giovedì alle 18 a Tagliacozzo, venerdì alle 21 a Balsorano, il 31 agosto alle 11 a Civita d’Antino.
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