LFoundry: incentivi per andar via, Fiom non firma l’accordo

4 Giugno 2021

L’organizzazione sindacale contesta l’intesa sul bonus: «Sono previste solo uscite e nessun nuovo ingresso»

AVEZZANO. «L’incentivo all’esodo non dà garanzie per il futuro dell’azienda». La Fiom-Cgil non ha sottoscritto l’accordo tra i vertici di LFoundry e le organizzazioni sindacali per favorire chi deciderà di lasciare lo stabilimento dove si producono memorie volatili. Con l’intesa, siglata da Fim-Cisl, Uilm-Uil e Failms, viene concesso fino a un massimo di 50 lavoratori un bonus variabile in base all’età, alla permanenza nel sito e alla competenza, per andare via. Secondo la Fiom- Cgil questo non è lo strumento idoneo per poter rilanciare l’azienda più grande del territorio e per tale ragione nessun membro della segreteria ha sottoscritto l’accordo. «Questa discussione è priva di un passaggio», ha commentato la segretaria provinciale della Fiom-Cgil, Elvira De Sanctis, «l’azienda in tutte le sedi continua a dire che le cose vanno bene, ma noi non siamo convinti. Se così fosse a un piano d’uscita dei dipendenti dovrebbe essere affiancato un concreto piano di assunzioni». La Fiom ha proposto all’azienda di prendere in considerazione il contratto di espansione. Si tratta di uno strumento messo a punto dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando nell’ambito del decreto “Sostegni bis”, che punta a convincere le aziende ad assumere e scoraggiarle dal licenziare. Prevede la concessione di cassa integrazione straordinaria e agevolazioni per l’esodo anticipato dei dipendenti più vicini alla pensione, a fronte di un piano agevolato di assunzioni di giovani. «Come Fiom abbiamo proposto di prendere in considerazione il contratto di espansione che consente di accompagnare all’uscita i lavoratori che entro 5 anni devono andare in pensione e allo stesso tempo prevede nuove assunzioni», ha concluso la segretaria della Fiom. «A noi interessa questo strumento non che si fanno uscire le persone perdendo posti di lavoro, competenze e professionalità senza prevedere l’arrivo di altre figure. Bisogna spingere insieme, tutti quanti, per far sì che lo stabilimento non perda pezzi. L’azienda ci ha detto che farà un approfondimento sul contratto di espansione, purtroppo però quando abbiamo chiesto garanzie sulle assunzioni ci hanno risposto che non potevano darcele. A quel punto abbiamo deciso di non firmare l’accordo per l’incentivo all’esodo. Chi vuole andare in pensione probabilmente se aspetta due o tre mesi e usufruisce del contratto di espansione non avrà grandi problemi. Per questo continueremo a insistere perché puntare su un accordo del genere significa fare un grande gesto di responsabilità sia per il futuro del sito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA