LFoundry, nuovo guasto: entra acqua in un reparto

3 Gennaio 2022

Rottura di una condotta di raffreddamento. Preoccupazione di sindacati e Pd È il secondo episodio dopo il blackout che una settimana fa ha spento l’azienda 

AVEZZANO. Altro guasto alla LFoundry. Stavolta entra acqua nella clean room, a distanza di una settimana dal blackout che per un’ora ha spento l’azienda più grande della provincia. Episodio quest’ultimo che torna a preoccupare le organizzazioni sindacali. La perdita è avvenuta a causa della rottura di una condotta di raffreddamento. Così, dal soffitto di un’ala dell’area di produzione, è iniziata a entrare acqua. Ad accorgersene sono stati i manutentori. Un incidente che potrebbe essere collegato allo shutdow (spegnimento) che è stato causato dalla perdita di isolamento di un cavo della terna che alimenta uno dei trasformatori della cogenerazione e per il quale si contano milioni di euro di danni. «L’ennesimo episodio, quello accaduto in clean room, che conferma le nostre preoccupazioni sulla tenuta del sito», commenta Roberto Di Francesco, rsu Fiom-Cgil, «ma anche sugli investimenti che vanno assolutamente fatti, in tempi rapidi. La sicurezza e la salvaguardia del personale sono prioritarie. L’importante, anche in questa circostanza, è che non si sia fatto male nessuno. Ma ora bisogna prendere dei provvedimenti».
I danni sono stati limitati dal pronto intervento dei tecnici.
LFoundry, di proprietà cinese, opera nel settore della microelettronica (semiconduttori) e produce sensori d’immagine (Cis) a prevalente utilizzo nelle applicazioni automotive.
L’episodio ha riacceso le polemiche anche sul piano della manutenzione aziendale per la quale più volte i rappresentanti dei 1.300 dipendenti hanno chiesto chiarimenti. Per Antonello Tangredi, segretario territorio di Fim-Cisl, «quello che è nuovamente accaduto è lo specchio dello stato in cui si trova l’azienda oggi. Purtroppo non c’è più la giusta attenzione, perché si va troppo di corsa e si continua a pensare solo ai numeri. Noi rappresentanti dei lavoratori, però, continuiamo a mettere al primo posto la sicurezza e il futuro del sito e per questo chiederemo quanto prima un incontro con i dirigenti del sito per capire le loro intenzioni».
Sul blackout, intanto, è intervenuto anche il consigliere regionale Silvio Paolucci (Pd) per il quale è inaudito «che la Regione non sia a oggi ancora in grado di giocare un ruolo attivo nel sistema produttivo del territorio abruzzese. Resta grave il fatto che sia accaduta una cosa simile in LFoundry, segno anche del disinteresse della Regione Abruzzo verso un settore fondamentale del proprio sistema produttivo, che l’Ente dovrebbe invece seguire e, per quanto di competenza, manutenere. Cosa non avvenuta in questi tre anni, come dimostra anche la mancanza di poste specifiche a sostegno del comparto industriale nel bilancio varato a fine dicembre».
L’esponente del Pd si è detto disponibile «a incontrare lavoratori e azienda». (e.b.)
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