Liris: Galzio se ne va e la colpa è dei politici

Neurochirurgia, ma Tordera abbassa i toni: «Se mi arrivano le sue dimissioni saranno respinte»
L’AQUILA. Sarebbe per la seconda volta sul punto di dimettersi il primario del reparto di Neurochirurgia del San Salvatore, Renato Galzio. Una scelta maturata come risposta alla “guerra” tra gli ospedali dell’Aquila e di Avezzano per accaparrarsi quello che diverrà l’unico reparto previsto per la Asl 1 dal piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. A darne l’annuncio il capogruppo di Forza Italia, Guido Quintino Liris: «Il professor Galzio si dimette, sbatte la porta e va via: le istituzioni sono responsabili di questa grave perdita. Ora è il momento di unirsi, siamo sotto attacco. Qualcuno si è divertito a giocare col fuoco, a soffiare sul fuoco: oggi siamo a registrare una sconfitta dolorosa della sanità non solo aquilana ma di tutto un territorio». La decisione di Galzio ha il sapore di un déjà-vu: nel luglio scorso, infatti, il neurochirurgo aveva detto addio all’ospedale dopo una settimana di polemiche con il direttore generale della Asl dell’Aquila, Rinaldo Tordera, e alcuni esponenti politici marsicani, in particolare il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e il consigliere regionale di Forza Italia, Emilio Iampieri. Intanto, lo stesso Tordera ieri ha voluto intervenire sulla vicenda: «Le dimissioni del prof. Galzio? Sulla mia scrivania non è arrivata alcuna lettera di questo tipo ma se la dovessi ricevere non esiterei a respingerla perché l’eccellenza della Neurochirurgia della nostra Asl passa attraverso l’alta professionalità di Galzio, come dimostrato dal programma nazionale degli esiti reso noto dalla stampa nei giorni scorsi».
Il manager ha poi voluto sottolineare che «l’ospedale di Avezzano, come previsto dal piano sanitario regionale avrà un servizio di neurochirurgia ma, al momento, per noi al primo posto c’è la sicurezza dei pazienti che con l’attuale carenza di organico non può essere garantita. Per raggiungere questo obiettivo», aggiunge Tordera, «serve un numero adeguato di neurochirurghi che oggi in servizio, primario compreso, sono nel complesso 7, a causa della prolungata assenza per malattia di tre specialisti». Infine Tordera aggiunge: «Il manager dell’azienda sanitaria non ha il potere di cambiare il piano di riordino ospedaliero, prerogativa che spetta esclusivamente alla Regione d’intesa col ministero della Salute». «Ho appena sentito il professor Galzio invitandolo a ritirare le dimissioni. Dirige il reparto con tanta competenza al punto da renderlo un'eccellenza di livello nazionale». Lo ha detto il consigliere regionale Pierpapolo Pietrucci, che ha elogiato anche il ruolo del dottor Alessandro Ricci.
In merito alla paventata chiusura del reparto di Neurochirurgia dall’ospedale dell’Aquila a favore di quello di Avezzano, sono intervenuti anche Chiara Mancinelli e Michele Malafoglia, del Circolo 99 di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale dell’Aquila difendendo il presidio aquilano.
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