Lo stadio applaude per l’ultima volta il presidente Zaffiri

Folla al rito civile per l’addio a un protagonista della città Le lacrime di Perugini. In tribuna la targa col suo nome
L’AQUILA. È finita con i rugbisti dell’Aquila stretti in cerchio a urlare “L’A-qui-la” tra gli applausi del pubblico. Ma non è il finale di una partita di rugby. Sotto al palco c’è Giulia che piange su una grande foto, e il pubblico tutto in piedi della tribuna del Fattori non sta salutando una prestazione sportiva, ma sta tributando l’ultimo commosso saluto a Mauro Zaffiri, non solo presidente dell’Aquila rugby ma, forse come nessun altro, protagonista degli ultimi 40 anni di storia della città.
Mauro Zaffiri, Zappo', così lo salutano gli amici saliti sul palco per la commemorazione funebre, se n’è andato per una grave malattia. Lo stadio Fattori è uno scenario insolito per una commemorazione. L’erba verde, il sole, il pubblico sulle tribune, e, in mezzo al campo, un palco. Sembrerebbe un concerto, come quelli che lo stesso Zaffiri organizzava anni fa, quando portava all’Aquila i più grandi artisti a esibirsi proprio lì, allo stadio. Ma non è un concerto. Il sindaco Pierluigi Biondi sale sul palco con la fascia tricolore in mano. «La porto con me, ma non voglio indossarla perché il mio non è un saluto soltanto istituzionale, è quello di un amico, nonostante le nostre posizioni politiche fossero agli antipodi. Quando l’ho sentito l’ultima volta, pochi giorni fa, mi aveva assicurato che stava bene». «Però», e qui Biondi sembra sopraffatto dalle lacrime, «mi ha detto vienimi a trovare».
L’impegno politico di Zaffiri, testimoniato dalla consigliera comunale Carla Cimoroni «cosa potremmo fare se questa città ne avesse 100 di Mauro Zaffiri?», le lotte politiche, ricordate da Alessandro Tettamanti del comitato 3e32 nato dopo il terremoto, «”se ta’ fa’» ci diceva.
Angelo De Nicola ha ricordato Zaffiri come editore di Radio Città Futura e di Fotofinish. Il numero 0 del foglio sportivo è stato donato ai figli Giulia e Maurizio, colonna del rugby italiano. E poi c’è Totò Perugini, ex atleta e oggi vicepresidente della Federazione rugby, che piange ricordando che «quando sono arrivato all’Aquila ero solo: con Mauro ho trovato una nuova famiglia». Poi l’impegno con L’Aquila per la vita, associazione che si occupa di assistenza ai malati oncologici. Giorgio Paravano annuncia che il 7 settembre verrà inaugurata una sala a suo nome con le attrezzature che Zaffiri stesso aveva contribuito ad acquistare. Al Fattori, in un angolo in alto, resta uno spazio vuoto e una targa che non vuole saperne di rimanere attaccata al suo posto: Tribuna Mauro Zaffiri.
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