Lo Stato insiste: ridateci i risarcimenti

Piccinini (familiari vittime sisma) accusa: «Nonostante Di Maio l’Avvocatura non arretra e ci tartassa da dieci anni»
L’AQUILA. «Dopo le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio, il quale, parlando di “vicenda allucinante”, ha assicurato il suo intervento per bloccare le richieste di provvisionali da restituire, mi sarei aspettata, come cittadina, un diverso atteggiamento dall’Avvocatura dello Stato: per esempio una revoca di queste pretese o, almeno, un atteggiamento dilatorio. Invece niente di ciò». Lo ha affermato Maria Grazia Piccinini, mamma di Ilaria Rambaldi, una delle 309 vittime del sisma dell’Aquila, a margine dell’udienza nella quale si discute della richiesta dello Stato di restituzione delle provvisionali. Piccinini, che è avvocato, ha fatto questa osservazione in relazione al fatto che l’Avvocatura dello Stato è emanazione diretta della presidenza del Consiglio.
«Ma se l’atteggiamento dell’Avvocatura è questo», ha aggiunto, «che significato hanno le parole di Di Maio? Io voglio vedere qualcosa di concreto. Ho scritto al premier Conte e non mi ha risposto. Di fatto succede che lo Stato, che non ha saputo proteggere i cittadini, arriva a chiedere i danni. Lo Stato ci sta tartassando, con dieci anni di cause tra i vari tribunali». Invocata, inoltre, una soluzione per i risarcimenti per le vittime di queste disgrazie, sullo scorta di quanto annunciato per Rigopiano.
VACCA RASSICURA. Il sottosegretario di Stato grillino, Gianluca Vacca, rassicura la Piccinini. «L’abbiamo già detto e lo ribadiamo», scrive in una nota. «Il governo non lascerà indietro nessuno, e impegnerà ogni sua forza affinché i familiari delle vittime dei terremotati aquilani non debbano restituire nessun risarcimento».
«All’appello del sindaco Pierluigi Biondi», aggiunge, «ripetiamo che il governo si è già espresso. Siamo al lavoro per tutelare gli aquilani a cui viene chiesto di dare indietro somme loro concesse a titolo di risarcimento dopo la condanna in primo grado della Commissione Grandi rischi, poi sfociata in un’assoluzione. Chi ci ha preceduto non ha mosso un dito ed è rimasto indifferente davanti a un’ingiustizia del genere. Ma il vicepremier Di Maio ha dato la sua parola, offrendo il suo totale impegno affinché sia bloccata la pretesa di immediata esecuzione della richiesta di restituzione. Inoltre, il sottosegretario con la delega alla ricostruzione Vito Crimi sta già operando in tal senso. Per questo ci sentiamo di rassicurare i familiari delle vittime che oltre al danno stanno subendo la beffa».
LA CAUSA. La controversia, come hanno fatto notare gli avvocati della Piccinini, Wania Della Vigna e Guido De Luca, del Foro di Teramo, hanno fatto presente che lo Stato ha intentato la causa a tutta la famiglia Piccinini, compresa anche la sorella della vittima e in passato anche al padre di lei, deceduto qualche tempo fa. Per cui i vari filoni sono stati riuniti su decisione del giudice Monica Croci. Rammarico, da parte di Della Vigna, per l’assenza dell’ex vicecapo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, di cui pure era attesa la costituzione in giudizio, essendo stato citato, ma non si è visto e nemmeno è comparso un suo legale. Ora, quindi, è contumace. La causa è stata rinviata al 13 maggio per l’acquisizione delle prove e una successiva calendarizzazione per sentire i testimoni. Nella causa, va precisato, Piccinini non solo ha rigettato la richiesta ma ha fatto, a sua volta, una domanda riconvenzionale con una richiesta ben maggiore: lo scopo è di mostrare il nesso tra le rassicurazioni di De Bernardinis e il comportamento delle vittime del sisma.
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