Luci di Natale per la casa squillo

Via Colagrande, indicazioni luminose per indirizzare i clienti delle lucciole. In arrivo telecamere
L’AQUILA. Prima era stata usata la bandiera italiana per richiamare ai clienti l’attenzione della casa squillo in via Colagrande, alla villa comunale, in un condominio. Ora, secondo quanto affermano alcuni residenti, dopo il blocco dell’attività in seguito a notizie di stampa, la prostituzione sarebbe ripresa con delle luminarie accese per indicare la porta giusta ed evitare errori.
L’inchiesta della procura della Repubblica, affidata alla Pg della Questura diretta da Mauro Pansini è tuttora in corso ed è nata dopo che i residenti si erano stancati di quel via vai di clienti e del passaggio di giovani sudamericane. E soprattutto erano stanchi di sentire lo squillo del campanello di casa suonato per errore dai clienti. Di lì lo stratagemma della bandiera e delle luminarie per evitare spiacevoli quanto inattesi incontri. Ma si è appreso che ci sono state anche delle altre segnalazioni di diverso tipo.
Le prenotazioni, secondo quanto emerso dalle indagini, avvengono tramite un sito internet. Le prostitute sono solitamente due, ma cambiano ogni 15 giorni.
Probabilmente, se non ci sarà un blitz delle forze dell’ordine, il flusso dei clienti dovrebbe diminuire non poco per via di alcune telecamere in fase di posizionamento nei pressi di quella casa.
I clienti non sono perseguibili ma in caso di un processo, o nell’ambito dell’inchiesta, potrebbero essere chiamati a testimoniare sulla loro presenza nella casa d’appuntamento, con possibili gravi ripercussioni familiari. Spiacevoli situazioni, peraltro, che si sono verificate in altre occasioni: una donna, di recente, è stata colta da un lieve malore quando, accompagnando il marito a testimoniare in un processo simile, apprese che il suo uomo frequentava un locale poco raccomandabile.
Nella vicenda sono indagate due persone straniere. La denuncia è stata tardiva in quanto i residenti temevano ritorsioni.
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