L’ultimo viaggio di Piero Di Nino, a Pratola Peligna i funerali dell’imprenditore

Il paese si è raccolto ieri pomeriggio attorno ai familiari nel giorno dell’addio. La figlia (e sindaca) Antonella: «Sei stato un porto sicuro e un papà di valori»
PRATOLA PELIGNA. Il cappello se lo toglieva solo davanti alle persone per bene. È questa l'immagine che accompagna l'ultimo saluto di Piero Di Nino, l'imprenditore 72enne di Pratola Peligna, scomparso la scorsa domenica dopo aver lottato contro una malattia. Immagine rievocata dalla figlia Antonella, sindaca di Pratola Peligna, che ha ricordato papà Piero come «porto sicuro nei momenti difficili foriero di soluzione». Il santuario della Madonna della Libera è gremito e un lungo applauso accompagna l'uscita del feretro dalla chiesa. La salma viene scortata dal camion aziendale con il corteo che accompagna il noto imprenditore fino al cimitero. È l'ultimo viaggio con quel mezzo che lo ha reso negli anni visionario e lungimirante. Perché l'azienda era tutta la sua vita. «Nella tua amata azienda» ha esordito la Di Nino visibilmente emozionata, «hai combattuto fino agli ultimi giorni senza risparmiarti mai. Il tuo amato cappello te lo toglievi solo davanti alle persone per bene. Hai avuto rispetto per tutti e la tua mano era sempre tesa per dare aiuto. Lasci un patrimonio di valori inestimabile che noi custodiremo gelosamente».
Poi il commiato carico di emozione e commozione. «Buon viaggio papà. Ti ameremo infinitamente per sempre», ha concluso la sindaca. A scandire il carattere mesto e sentito dell'ultimo saluto è stato anche il complesso bandistico. Presente al rito funebre, officiato dal parroco Agostino Piovesan, è stato l'assessore regionale Roberto Santangelo. «Se siamo qui è perché onoriamo in Piero alcune cose che ci hanno colpito. Abbiamo una strada tracciata, ossia fare il bene, questo è il modo migliore per coltivare la sua memoria» ha sottolineato il sacerdote nell'omelia. È un lutto quello dell'imprenditore che investe non solo la cittadina pratolana ma tutta la vallata peligna, territorio in cui era profondamente stimato.
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