Ma gli ambientalisti insistono: «È inutile»

13 Luglio 2022

Le associazioni: la guerra in Ucraina non giustifica i lavori, questa è una truffa ai danni degli italiani

SULMONA. I comitati cittadini per l’ambiente e il coordinamento no hub del gas si scagliano contro il governanti accusandoli di essere “ladri di futuro”. La scelta dei rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri di dare il via libera alla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno non è andata giù ai rappresentanti delle associazioni che da 14 anni lottano per dire no all’opera. «La guerra in Ucraina non può giustificare la realizzazione del metanodotto, è una bugia colossale perché, per sostituire il gas russo, il governo ha deciso di incrementare le capacità di importazione soprattutto dal nord, dove il consumo di metano è molto più elevato e non dal sud», hanno spiegato gli ambientalisti, di cui è portavoce Mario Pizzola, «portando a pieno regime gli impianti esistenti e aggiungendo a essi i nuovi le importazioni dal nord raggiungeranno i 65 miliardi di metri cubi annui. Il che significa più del doppio del gas importato attualmente dalla Russia, ovvero 29 miliardi». Secondo i comitati cittadini per l’ambiente e del coordinamento No hub del gas, «realizzare l’inutile metanodotto Sulmona-Foligno e l’intera linea Adriatica, significa perpetrare una enorme truffa ai danni degli italiani, incrementare immotivatamente i profitti della Snam, e sconvolgere irreparabilmente territori, come quelli dell’Appennino centrale, che sono di altissima valenza ambientale e di elevatissimo rischio sismico. Da anni la comunità scientifica internazionale avverte che se non si abbandonano subito i combustibili fossili, tra cui il gas, gli sconvolgimenti provocati dal cambiamento climatico saranno gravissimi e irreversibili». (e.b.)