Mafia capitale, resta l’accusa per la marsicana Chiaravalle
AVEZZANO. Rimane agli arresti domiciliari Pierina Chiaravalle, giovane avezzanese coinvolta nell’inchiesta denominata Mafia capitale. La trentenne, originaria di Avezzano ma da anni residente per...
AVEZZANO. Rimane agli arresti domiciliari Pierina Chiaravalle, giovane avezzanese coinvolta nell’inchiesta denominata Mafia capitale. La trentenne, originaria di Avezzano ma da anni residente per motivi di studio e di lavoro a Roma, era collaboratrice di Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa ‘29 Giugno, e per questo, secondo gli inquirenti era ritenuta «persona di fiducia». La Procura di Roma nel dicembre 2014 ha arrestato la marsicana con l’accusa di corruzione aggravata «dall’aver agito al fine di agevolare l’associazione mafiosa». La Chiaravalle, infatti, insieme a Buzzi, sempre secondo l’accusa, effettuava pagamenti illeciti e si occupava delle pratiche burocratiche della cooperativa che, nella maggior parte dei casi, erano fuori legge. A dicembre il Riesame aveva stabilito la sostituzione del carcere con i domiciliari per la marsicana. Dopo quattro mesi gli avvocati avevano chiesto di far tornare in libertà la giovane. Venerdì notte, invece, i giudici hanno dichiarato inammissibile il suo ricorso e quello di altre persone coinvolte nella vicenda. La Chiaravalle, quindi, dovrà rimanere ai domiciliari in attesa di nuovi sviluppi sulla vicenda. (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

