Mafie e legalità, la lezione degli alunni della Vivenza

23 Marzo 2018

AVEZZANO. Una due giorni dedicata alla lotta alle mafie, per conoscere da vicino loschi personaggi e storie buie dell’Italia. Ma anche i volti di chi ha combattuto l’illegalità. E poi un faccia a...

AVEZZANO. Una due giorni dedicata alla lotta alle mafie, per conoscere da vicino loschi personaggi e storie buie dell’Italia. Ma anche i volti di chi ha combattuto l’illegalità. E poi un faccia a faccia con don Aldo Antonelli per scoprire Libera. È l’iniziativa voluta dalla scuola Vivenza di Avezzano. Prima in classe, con ricerche e approfondimenti, successivamente nell’aula del centro Noesis, dove i ragazzi hanno parlato del malaffare, dei personaggi chiave che hanno contrastato in ogni modo la mafia, in particolare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Attraverso delle slide, i giovani hanno illustrato le loro ricerche, che hanno catturato l’attenzione sia dei loro compagni e sia dei relatori intervenuti. Gli alunni delle classi terze della Vivenza si sono confrontati con il sostituto commissario Daniela Pendenza della polizia di Stato, con il brigadiere Fernando Cirone dei carabinieri forestali, e il delegato del Wwf Marsica, Antonello Santilli. La presentazione della giornata è stata curata dalla classe 3ª D, mentre la 3ª F ha introdotto gli argomenti trattati. Con don Aldo Antonelli con quest’ultimo i giovani hanno potuto focalizzare il problema della mafia sul settore ambientale nel territorio provinciale e regionale. Ieri i ragazzi della Vivenza hanno accolto nella loro scuola don Aldo Antonelli, sacerdote e responsabile di Libera, con il quale hanno avuto modo di discutere e confrontarsi. A don Aldo hanno spiegato il loro progetto sulla mafia e quindi hanno ascoltato la sua testimonianza, incentrata soprattutto sull’attività dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti». «Abbiamo proiettato un documentario sulla manifestazione del 21 marzo di due anni fa a Messina contro le mafie e sono rimasto molto colpito perché i ragazzi lo hanno seguito con attenzione», ha raccontato don Aldo, «ho rivolto loro delle domande, provocandoli un po’, sulla mafia e sulla corruzione, facendo diversi esempi. Gli ho spiegato che la società è come una squadra di calcio: quando si gioca si deve essere uniti e si devono rispettare delle regole. L’incontro è stato molto movimentato e i ragazzi hanno risposto benissimo. Devo dire che proprio loro sono stati gli attori dell’incontro, mi hanno fatto tante domande su Libera, sulle attività, sulla mafia e sui furbetti che cercano di saltare alcuni passaggi legali per ottenere quello che vogliono senza osservare le regole». (e.b.)
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