Maggioranza diserta il vertice della Casini: spirano venti di crisi

8 Giugno 2019

SULMONA. Maggioranza di nuovo sull’orlo della crisi, con la truppa che non risponde più al proprio comandante. La riunione voluta dal sindaco per discutere la delicata situazione politico-amministrati...

SULMONA. Maggioranza di nuovo sull’orlo della crisi, con la truppa che non risponde più al proprio comandante. La riunione voluta dal sindaco per discutere la delicata situazione politico-amministrativa in atto a Palazzo San Francesco è andata deserta.
Chi per un impegno già preso, chi per scelta personale ben precisa: fatto sta che all’appuntamento voluto dal sindaco c’era solo il sindaco. Non c’erano soprattutto i tre consiglieri del Pd che non hanno spiegato bene quale sia stato il vero motivo della loro diserzione. Solo il capogruppo Antonio Di Rienzo si trovava fuori città, all’Aquila, per un impegno preso da tempo. Ma sia Bruno Di Masci che Fabio Ranalli non si sono presentati, senza peraltro spiegarne i motivi. Se si è rotto qualche ingranaggio tra i democratici e il sindaco lo sapremo questa mattina a mezzogiorno, quando Di Rienzo sarà chiamato a dare spiegazioni su due fronti: prima sulla situazione politica-amministrativa in Comune quindi sulla bufera in corso dentro al Partito democratico. Insomma, quella di oggi si annuncia come una giornata cruciale per il gruppo di Di Masci e anche per lo stesso sindaco Annamaria Casini che senza il consenso del terzetto Pd sarebbe condannata a lasciare. Anche perché tra i suoi fedelissimi manca da tempo il consigliere comunale Angelo Amori, il quale dopo aver disertato le ultime quattro sedute del consiglio, ha fatto capire al sindaco che è giunto il momento di cambiare marcia, altrimenti lui si tira fuori.
Intanto, anche i consiglieri di opposizione tornano a farsi sentire e a chiedere le dimissioni del sindaco. E lo fanno a due giorni dalla scadenza dei termini prefettizi per l’approvazione del rendiconto. In una nota Maurizio Balassone, Elisabetta Bianchi, Francesco Perrotta, Fabio Pingue e Mauro Tirabassi, invitano il sindaco «ad avere un sussulto di dignità e a prendere atto che la sua amministrazione già contraddistinta dalla inesistente azione di buon governo della cosa pubblica è irrimediabilmente superata». Evidenziando «che lo scellerato patto Gerosolimo, Sinibaldi, Taglieri, Di Masci non è proficuo di nessun cambiamento utile alle esigenze dei cittadini». «Noi minoranza, con senso di responsabilità, abbiamo richiesto una seduta di consiglio comunale straordinario», proseguono i cinque consiglieri d’opposizione, «per affrontare temi ormai ineludibili relativi alla questione politico amministrativa di questa nuova maggioranza, al Cogesa, al reperimento dei fondi ulteriori e necessari per i lavori delle scuole Masciangioli e Liceo classico, per la non assegnazione a seguito di manifestazioni di interesse dei servizi sui tributi e informatici, per il piano sanitario regionale, per il caos dei trasporti urbani, per la mancanza di servizi di manutenzione e decoro urbano sui quali sono stati stanziati circa 300.000 euro nell’ultimo bilancio».
In conclusione auspicano «che chi oggi pensa di governare la città decida di dimettersi ponendo fine all’agonia a cui stiamo assistendo». (c.l.)
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