Malati gravi come pacchi postali

3 Agosto 2016

Donna prossima al parto salvata dopo una serie di trasferimenti tra ospedali

SULMONA. Ha avuto un lieto fine la disavventura capitata a una donna in procinto di partorire, per la rottura improvvisa dell’arteria uterina, un caso complicatissimo che spesso finisce in tragedia per il tasso di mortalità pari al 40%. La donna e la sua bambina, Angela, nata prematuramente, ora stanno bene grazie alla professionalità dei medici di Sulmona e Avezzano. A Sulmona la donna è stata stabilizzata, ma per salvare mamma e nascituro, si è reso necessario un intervento di embolizzazione, realizzato da un radiologo interventista, che ha comportato il trasferimento della donna ad Avezzano. Poi, la paziente è ripartita per Sulmona, dove i medici l’hanno sottoposta a un secondo intervento per la riduzione dell’ematoma, e dove le è stato praticato il cesareo. I medici di entrambi gli ospedali si sono prodigati affinché tutto si risolvesse per il meglio, e così è stato. Non si possono non evidenziare, tuttavia, i limiti di un piano di riorganizzazione che costringe i pazienti, anche quelli gravi, a spostamenti in elicottero da un ospedale all’altro, come è accaduto qualche giorno fa, quando un centauro in prognosi riservata è stato trasferito dall’Aquila ad Avezzano, perché nella rianimazione del capoluogo di regione non c’erano posti disponibili. Quello appena trascorso è stato un fine settimana impegnativo per il personale di ostetricia di Sulmona. Nei giorni scorsi è stato eseguito un altro parto d’urgenza su una 18enne romena, residente a Secinaro, che è arrivata giusto in tempo per partorire. Come se non bastasse la cognata della 18 enne, una 30enne romena, è entrata in travaglio con un mese di anticipo e alla fine si sono ritrovate entrambe con il bambino in braccio. Tempi strettissimi che difficilmente avrebbero consentito, con il punto nascita chiuso, la gestione di un’emergenza del genere.

Federica Pantano

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