Mancati lavori nelle scuole C’è un esposto dei genitori

27 Ottobre 2017

Partita una richiesta di aiuto alla Procura, sarà il magistrato Bellelli a indagare Il Comitato: il Comune ha finanziamenti per 18 milioni di euro ancora inutilizzati

SULMONA. Sarà la Procura a indagare sui mancati lavori nelle scuole sulmonesi. Il comitato Scuole sicure ha presentato un esposto e contestualmente una denuncia-querela al procuratore Giuseppe Bellelli. I genitori passano all’azione e mettono nero su bianco le loro preoccupazioni sugli istituti scolastici cittadini. In particolare, finiscono nel mirino del comitato le scuole elementari Asciangioli con coefficiente di vulnerabilità pari allo 0,1 e un finanziamento di più di 2 milioni e 800mila euro, le medie Serafini (0,33) e 2 milioni e 900mila euro circa, le medie Capograssi (0,23) con 2 milioni e 551mila euro, asilo nido Isola Felice (dallo 0,44 allo 0,52) e 110mila euro, il Liceo Classico (0,1) con 4 milioni e 117mila euro, le elementari Lola Di Stefano (0,31) con un milione e 117mila euro, e infine il nuovo plesso da costruire per più di 4 milioni e 540mila euro. Il totale dei finanziamenti supera i 18 milioni e 266mila euro che – secondo il Comitato – sarebbero a disposizione del Comune dal 2012. «Purtroppo, se non per alcuni casi sporadici, la maggior parte degli edifici scolastici con indici di vulnerabilità tutt’altro che tranquillizzanti, sono tuttora aperti e funzionanti con un grave rischio per gli studenti, i docenti e il personale scolastico», fanno notare i genitori, «purtroppo si deve sottolineare che i finanziamenti sono stati assegnati al Comune di Sulmona nel lontano anno 2012 e che ancora oggi nessuno dei lavori di adeguamento e miglioramento è stato avviato».
Critiche arrivano anche sui mancati riscontri arrivati dall’amministrazione comunale. «Da settembre 2016 a febbraio 2017 abbiamo portato avanti, con molte difficoltà create dall’amministrazione comunale, attività di incontri per avere notizie in merito allo stato dell’arte dei procedimenti tecnici amministrativi delle diverse opere», scrivono dal comitato, «chiediamo di indagare sugli eventuali profili di illiceità penale e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti».
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