Marelli, contratti di solidarietà: la misura riguarda 467 lavoratori

Il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali coinvolge tutti i dipendenti addetti alla produzione L’accordo resterà in vigore fino al 23 dicembre. Paliani (Uilm): «Necessario per scongiurare i tagli»
SULMONA. È scattato il contratto di solidarietà per 467 dipendenti della Magneti Marelli. Il periodo buio dell’azienda della Valle Peligna dove si producono componenti per il settore dell’automotive non accenna a finire. Dopo mesi e mesi di cassa integrazione la situazione non sembra migliorare. Dalla Sevel di Atessa, principale cliente della Magneti Marelli, le commesse continuano ad arrivare a singhiozzo e così azienda e sindacati sono dovuti correre ai ripari.
CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ
A partire da lunedì scorso e fino al 23 dicembre 2023 per 467 su 650 dipendenti saranno in vigore i contratti di solidarietà. La forma di ammortizzatore sociale, già utilizzata in molte aziende della regione, darà la possibilità a tutti di continuare a lavorare, ma un po’ di meno. Il provvedimento riguarda tutti coloro che si occupano della produzione ai quali, ancora una volta, è richiesto di stringere i denti per poter affrontare il periodo di crisi. Si è riusciti così a tutelare, almeno per l’anno in corso, tutti i lavoratori nella speranza che la situazione possa migliorare.
CRISI DEL SETTORE
I venti di crisi in casa Magneti Marelli sono iniziati con la pandemia. Come tutte le aziende legate all’automotive anche la fabbrica di Sulmona ha sentito in modo pesante gli effetti della crisi legata al Covid facendo più volte ricorso agli ammortizzatori sociali per poter gestire i carichi di lavoro sempre più ridotti. A fine 2021 la situazione sembrava essere migliorata con un incremento di vendite, e quindi di richieste in aumento. Invece nel 2022 il mercato delle auto è crollato di nuovo e con questo anche l’indotto.
SOLUZIONE NECESSARIA
I rappresentanti sindacali e l’azienda, che per mesi hanno portato avanti un braccio di ferro, a fine 2022 si sono messi intorno a un tavolo per trovare una soluzione ed evitare tagli del personale. Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm -Uil e Ugl hanno siglato con l’azienda un accordo che andrà avanti fino a fine 2023 nella speranza di poterlo revocare quanto prima se il mercato lo consentirà. «La situazione della Marelli è molto particolare», ha commentato il segretario generale della Uilm-Uil L’Aquila-Teramo, Michele Paliani, «l’utilizzo di questo ammortizzatore sociale è stato necessario perché vi è un numero di eccedenze da non permettere il lavoro a tutti. Purtroppo è un problema che si ha da molto tempo e non c’è per il momento un’altra soluzione se non quella trovata». Grazie ai contratti di solidarietà sottoscritti per tutti i dipendenti che si occupano della produzione (467), si potranno scongiurare almeno per ora gli esuberi. Ma se l’andamento del settore dell’automotive non cambierà, il problema resterà lo stesso. «Possiamo sperare che si possa fare a meno del contratto di solidarietà solo se il mercato dell’automotive si riprenderà», ha concluso Paliani, «per ora questo ammortizzatore sociale è necessario per scongiurare gli esuberi. Di fatto, per come stanno al momento le cose, non c’era altra soluzione se non questa. Si tratta di un ammortizzatore sociale non troppo pesante ma avrà comunque ripercussioni sugli stipendi».
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