Marsia senza fogne: il consorzio invia una diffida al sindaco

12 Luglio 2015

Si riaccende lo scontro sulla gestione della località turistica Immobili deprezzati e timori per la salute dei cittadini

TAGLIACOZZO. Un’intera località turistica di alta montagna senza fogne con un deprezzamento degli immobili e un rischio per la salute degli abitanti. Ora il consorzio stradale, da anni in contrasto con il Comune per la gestione di Marsia, ha presentato una diffida al sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa per la mancata realizzazione della rete fognaria. Nell’atto, inviato per conoscenza anche alla Regione, ai ministeri dell’Ambiente e della Salute, ai carabinieri e all’ Asl, il consorzio ha chiesto agli enti destinatari di «attivarsi in qualunque modo e con qualunque mezzo per tutelare correttamente la salute degli abitanti di Marsia e per garantire la salubrità del territorio».

Nella richiesta emerge che, nonostante la sentenza del Tar dell’Aquila, che scaricava sul Comune di Tagliacozzo l’obbligo di realizzare la rete fognaria nel centro abitato di Marsia, finora gli impianti non sono stati realizzati. «Questo fatto», si legge nella diffida, «ha causato il deprezzamento del centro turistico e una pericolosa esposizione della popolazione a gravi malattie». Secondo il consorzio, che cita l'ufficio regionale per l’Europa dell’Oms, «l’esposizione prolungata agli agenti inquinanti può comportare rischi infettivi, tossici e cancerogeni. I soggetti maggiormente a rischio sono i bambini e gli anziani, ma è tutta la popolazione a essere sottoposta a rischio». Inoltre, il consorzio chiede anche ai ministeri di vigilare sull’attività del Comune e, «in caso di mancata risposta entro 30 giorni dal ricevimento della diffida si ricorrerà al Tar del Lazio».

Si aggiungerebbe così, al lunghissimo elenco di procedimenti amministrativi tra consorzio di Marsia e Comune, un nuovo iter legale.

I residenti intanto chiedono lumi sulla doppia gestione che potrebbe comportare il raddoppio delle somme da pagare per la cura dei servizi. Quindi non un solo canone di gestione, ma due.

Pietro Guida

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