Marsica. L’asse del Narcotraffico e l’ombra della ’ndrangheta

19 Maggio 2026

Coinvolto nell’inchiesta un residente di Cappadocia. Al centro dell’operazione il flusso della droga Italia-Belgio

CAPPADOCIA

C’è anche Cappadocia tra i comuni coinvolti nella vasta operazione antidroga condotta all’alba dai carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Roma. Uno dei destinatari della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma, infatti, risulta residente nel piccolo centro della Marsica, circostanza che ha portato al coinvolgimento operativo dei militari della compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo e della stazione di Cappadocia. L’operazione, scattata nelle prime ore della mattinata, ha interessato diverse località italiane, tra Lazio, Umbria, Calabria, Piemonte e Abruzzo. In totale sono 19 le persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare con accuse, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale avrebbe gestito un vasto traffico di droga tra le province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia, con canali di approvvigionamento anche internazionali, in particolare dal Belgio. Gli inquirenti parlano di oltre 7 chili di cocaina, 50 chili di hascisc e 35 chili di marijuana movimentati nel corso delle indagini. Nel corso dell’inchiesta sarebbero emersi anche collegamenti con ambienti ritenuti contigui alla ’ndrangheta, in particolare alla cosca Morabito di Africo. Le indagini hanno inoltre consentito di sequestrare armi e documentare episodi intimidatori, con minacce rivolte anche ad alcuni acquirenti morosi. Per quanto riguarda il territorio marsicano, l’attività si è concentrata a Cappadocia, dove i carabinieri locali hanno operato in supporto ai colleghi del Lazio per l’esecuzione del provvedimento cautelare nei confronti dell’uomo residente nel comune abruzzese. La presenza del nome di Cappadocia nell’inchiesta ha inevitabilmente attirato l’attenzione sul piccolo centro montano, rimasto finora estraneo a vicende di questa portata. L’inchiesta, spiegano gli investigatori, trae origine da accertamenti svolti tra il 2021 e il 2022 nell’ambito di un altro procedimento penale che aveva già portato allo scioglimento del Comune di Aprilia. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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