Maxi-bolletta da riscuotere ossigeno per il Cam
AVEZZANO. Il consiglio di sorveglianza del Consorzio acquedottistico marsicano ha accolto con sollievo la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila che impone alla società Monte Magnola di pagare...
AVEZZANO. Il consiglio di sorveglianza del Consorzio acquedottistico marsicano ha accolto con sollievo la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila che impone alla società Monte Magnola di pagare all’ente una maxi bolletta di 355.473,28 euro, oltre agli interessi. Nel gennaio scorso il tribunale di Avezzano aveva deciso di revocare il decreto con il quale il Cam aveva intimato alla società che gestisce le piste di Ovindoli di pagare le fatture non saldate dal 2013 al 2018 imponendo all’ente di restituire alla società anche i 215mila euro già versati. «Attendevamo con ansia l’esito del procedimento», hanno spiegato il presidente del consiglio di sorveglianza Alessandro Pierleoni e i consiglieri Felicia Mazzocchi e Tonino Mostacci, «di questa annosa vicenda che ha visto definire un fatto riguardante un credito importante, soprattutto in questa fase, per l’azienda. Continua così nella delicata fase del concordato, l'opera di risanamento del Cam». I membri del consiglio di sorveglianza ritengono che le azioni messe in campo per il recupero del credito e la scoperta di numerose utenze sommerse «siano uno strumento necessario per il rilancio della società». Secondo quanto stabilito in appello, la Monte Magnola ora dovrà pagare, con gli interessi, tutte le fatture pregresse. (e.b.)
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