Metanodotto, più vicino il sì del governo

Prima di tre conferenze del Consiglio dei ministri. I sindaci promettono battaglia. Montereale chiede la presenza dell’Ingv
SULMONA. Il via libera definitivo al metanodotto è solo una questione di tempo. Molto dipenderà dal tempo che il capo dello Stato impiegherà a dare l’incarico per la formazione del nuovo governo. Il tempo, però, continua a scorrere e il governo uscente ha già dato prova di grande attenzione al progetto della Snam, dopo il via libera definitivo alla centrale di Case Pente, arrivato in una anonima e poco diffusa riunione del consiglio dei ministri del 22 dicembre scorso. Il tempo, però, non è dalla parte delle amministrazioni locali e del fronte del no al progetto della Snam, come è emerso ancora una volta ieri durante la conferenza dei servizi convocata dalla presidenza del Consiglio dei ministri. A Roma il governo ha ribadito, dopo tre ore di confronto in cui non sono mancati appelli forti da parte delle amministrazioni locali contrarie, la pubblica utilità del metanodotto e il fatto che nel 2011, in occasione di una prima batteria di conferenze dei servizi, non siano arrivati i pareri negativi di Regione e Comune di Sulmona, che, invece, hanno preferito disertare gli appuntamenti. Il fronte del no, dunque, ora si trova con l’acqua alla gola, dovendo recuperare assenze di sette anni fa, che hanno spinto l’iter amministrativo, fino all’ultima forte accelerazione presa dal governo Gentiloni. Ora la chiave di volta potrebbe essere rappresentata dai pareri del Dipartimento nazionale della Protezione civile e dell’Istituto di geofisica e vulcanologia, chiamati ad intervenire nei prossimi due ultimi appuntamenti delle conferenze di servizio in calendario. Come fa notare il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi. «Ho chiesto durante la riunione che le prossime volte siano presenti il Dipartimento nazionale della Protezione civile e l’Ingv», fa notare, «dal momento che la Snam continua con questa scelta scellerata in un territorio altamente sismico, credo che vadano coinvolti esperti del settore. Non capisco perché delle tante alternative proposte dalla Regione non ne sia stata presa in considerazione nessuna». Rivendica l’urgenza di ascoltare le volontà dei territori, che mai come in questo caso si esprimono all’unisono, il sindaco sulmonese Annamaria Casini. «Ho ribadito con forza la contrarietà, evidenziando le ragioni del no di un vasto territorio montano a rischio sismico, che ho inserito in un documento scritto da allegare al verbale», dice Casini, «La nostra battaglia va avanti su tutti i fronti contro l'accelerazione del governo e contro il prosieguo a testa bassa dei dipartimenti ministeriali e della Snam sulla realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione. Continueremo ad opporci a questo progetto in tutte le sedi e nelle prossime riunioni dove sarà coinvolto anche l’Ingv interpellato dal Mise». Le posizioni, però, si fanno sempre più distanti tra il governo e il fronte del no. «Registriamo con rammarico una netta chiusura dei ministeri coinvolti nella procedura, che rimangono fermi sulle posizioni assunte e che non comprendono le posizioni dei sindaci che rappresentano le comunità», interviene il sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, «gravissimo è il comportamento di un governo dimissionario che su questa procedura tira dritto senza sosta». Intanto, il consigliere regionale Leandro Bracco invita a partecipare alla manifestazione “No hub del gas” del 21 aprile.
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