Morino

«Mi sento morire, aiutatemi»: si accascia mentre lavora nei campi e muore, ex finanziere aveva 64 anni

29 Giugno 2026

Morino. Sergio Salustri accusa un malore: vani i tentativi di tenerlo in vita da parte dei figli, presenti a pochi metri di distanza

MORINO. «Mi sento male, mi sento morire». Sono state queste le ultime parole rivolte, a chi gli era accanto, da Sergio Salustri, di 64 anni. Poi il buio, nonostante il sole a picco di una tra le domeniche più roventi secondo i meteorologi dal lontano 2003.

L’uomo è stato colto da un malore improvviso nella mattinata di ieri, durante le operazioni di sfalcio dell’erba all’interno di uno dei terreni di famiglia, a Rendinara di Morino. Salustri, che non soffriva di alcuna patologia pregressa tale da giustificare l’accaduto, pare abbia fatto appena in tempo a esternare il suo malessere ai suoi due figli, parimenti impegnati a poca distanza dal padre.

Immediato è stato infatti il tentativo, da parte di questi ultimi, di sorreggerlo e accompagnarlo a sedersi all’ombra. Poi la perdita di sensi, con i figli ad alternarsi nelle manovre di primo soccorso data la gravità della situazione.

Quindi l’arrivo di un elicottero del 118 atterrato pochi minuti più tardi, le manovre manuali sostituite dalle scariche di defibrillatore degli operatori sanitari, e infine il decollo verso l’ospedale di Teramo, dove il 64enne è stato operato d’urgenza.

Il quadro clinico, tuttavia, è apparso subito compromesso, con i medici dell’ospedale Mazzini che, nonostante gli sforzi profusi, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, sopraggiunto nel tardo pomeriggio. Se n’è andato così Sergio Salustri, finanziere in pensione – fino al 2020 in servizio al comando di Ostia – nonché ex presidente della Pro loco di Rendinara.

Lascia la moglie Maria Grazia e i figli Maurizio e Mattia, che hanno fatto di tutto pur di mantenerlo in vita fino all’arrivo dei soccorsi. Ma anche due sorelle e l’anziana madre, oltre a un intero paese sconvolto da quanto accaduto in quella che era cominciata come un’innocua domenica d’inizio estate, poi finita invece in tragedia tra incredulità e dolore.

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