Miasmi dalla discarica, in 100 si ribellano

22 Agosto 2019

Residenti delle Marane in strada di notte. Il Cogesa: «Problemi risolti con la riapertura dell’impianto di Massa d’Albe»

SULMONA. Sono scesi in strada i residenti delle Marane, stanchi di respirare i miasmi provenienti dalla discarica di Noce Mattei. Odore che sono costretti a respirare da giorni. Urla e imprecazioni in piena notte contro il Cogesa e i suoi amministratori, tanto da richiedere l’intervento di una pattuglia dei carabinieri che una volta sul posto ha provveduto a stilare un verbale sulla situazione di disagio riscontrata.
Tra i manifestanti, un centinaio, l’ex sindaco di Sulmona, Fabio Federico, il quale ha annunciato la nascita di un comitato di cittadini per la tutela e la salubrità dell’aria respirata nella frazione dove hanno le proprie case.
«Siamo stufi di dover respirare tutti i giorni quest’aria putrida e puzzolente», afferma Federico, «abbiamo richiesto l’intervento dei carabinieri che hanno preso nota della situazione. La gente non ne può più perché anche dentro casa l’aria è irrespirabile. La situazione è insostenibile e se non verranno presi provvedimenti la protesta diventerà ancora più eclatante».
Al fianco dei residenti della frazione delle Marane è sceso simbolicamente anche il sindaco della città, Annamaria Casini, chiedendo all’amministratore unico del Cogesa, Enzo Margiotta, l’immediata convocazione del Controllo analogo per discutere del problema: «È una questione che va affrontata in modo deciso, ed è per questo che ho voluto sentire direttamente il referente del Comitato, l’avvocato Gennaro Carugno, cui ho rappresentato la volontà dell’amministrazione di affrontare in modo deciso la questione, nell’interesse della città di Sulmona e in particolare dei residenti che lamentano da tempo un intervento risolutivo».
Da parte sua, il Cogesa, dopo essersi scusato per il problema causato, addossa le responsabilità del fenomeno alla chiusura, nel periodo di Ferragosto, dell’impianto di Massa d’Albe, nella Marsica, dove viene conferito l’umido raccolto nelle abitazioni dei cittadini dei comuni soci.
«Purtroppo il caldo e il vento che si alza soprattutto nelle ore pomeridiane non ha aiutato il contenimento del fenomeno che oggi sarà risolto con la riapertura dell’impianto di Massa d’Albe», spiega Margiotta, «l’economia circolare ed il recupero delle risorse devono necessariamente passare per la disponibilità di impianti di recupero, ed è per questo motivo che i soci di Cogesa spa hanno oramai da più di un anno autorizzato la costruzione di un impianto di compostaggio dell’umido nel territorio individuato dal piano regionale rifiuti nel comune di Navelli, con cui saranno risolti tutti i problemi visto che potrà trattare circa 7-8mila tonnellate all’anno di pattume, col conseguente risparmio in termini di costo».
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