Michele, finanziere morto a 26 anni: il cordoglio del rettore Graziosi

22 Febbraio 2026

L’Ateneo si stringe al dolore dei familiari del deceduto dopo lo scontro con un camion. Proseguono intanto le indagini sulla dinamica che ha spezzato i sogni dell’allievo delle Fiamme gialle

L’AQUILA. Il giorno dopo la tragedia, è il tempo del silenzio e del cordoglio. La morte di Michele Di Pumpo, 26 anni, travolto da un destino crudele sull’autostrada A24 mentre tornava a casa, continua a scuotere due comunità: quella di Fondi, dov’era nato e cresciuto, e quella aquilana, dove stava costruendo il suo futuro tra università e formazione militare. A esprimere ufficialmente il dolore dell’Ateneo è stato il rettore dell’Università del capoluogo, Fabio Graziosi, che ha affidato a una nota parole di partecipazione e vicinanza: «Il rettore Graziosi, a nome dell’intera comunità accademica, esprime profondo cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia per la tragica e prematura scomparsa di Michele Di Pumpo, studente iscritto al secondo anno del corso di laurea in Operatore giuridico d’impresa. L’Ateneo si unisce al dolore dei familiari, degli amici, dei colleghi di corso e della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza dell’Aquila condividendo la tristezza per questa grave perdita». La notizia ha colpito profondamente l’istituto di formazione di Coppito, dove Michele frequentava il corso allievi marescialli alla Caserma Scuola Allievi Sottufficiali della Guardia di Finanza. In lutto la comunità aquilana e la stessa struttura militare, che in queste ore si stringe attorno ai familiari del giovane finanziere in formazione. A Fondi, intanto, il cordoglio è diffuso e composto. La notizia, arrivata nel tardo pomeriggio di sabato, ha attraversato la città come un’onda improvvisa. Amici, conoscenti, compagni di scuola e familiari si sono ritrovati increduli davanti a una tragedia che ha strappato alla vita un ragazzo di appena 26 anni. Michele era uno di quei ragazzi che si fanno voler bene senza sforzo. Un carattere mite, un sorriso che non aveva bisogno di troppe parole. Aveva scelto la Guardia di Finanza con convinzione, con l’idea di costruirsi un percorso solido, di crescere, di rendere orgogliosi i suoi familiari. Chi lo conosceva racconta di un giovane determinato e rispettoso, con senso del dovere. Sul fronte giudiziario proseguono intanto le indagini per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’incidente. La Procura di Rieti coordina l’inchiesta, mentre la Polizia Stradale di Carsoli continua a lavorare sui rilievi effettuati lungo il tratto dell’A24 in direzione Roma, dove la forte pioggia, la grandine e la perdita di controllo del mezzo avrebbero avuto un ruolo determinante nello schianto. La data dei funerali non è stata ancora fissata. L’intera comunità resta in attesa di poter salutare Michele per l’ultima volta, stringendosi attorno alla famiglia in un abbraccio che, in queste ore, prova almeno a condividere un dolore che appare troppo grande per essere contenuto.  

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