Micron, dove l’infinito è in un granello di sabbia

21 Aprile 2018

Dal silicio alla creazione delle memorie utilizzate in telefonini e videocamere Viaggio nel centro di progettazione. Il direttore Mari: «Da 20 anni ad Avezzano»

AVEZZANO. Un granello di sabbia spalanca l’infinito. Perché è dalla sabbia, quella che si trova su una comunissima spiaggia, che si creano i wafer dai quali nascono le memorie per le molteplici applicazioni, dai telefonini alle videocamere. È un viaggio tra presente e futuro quello compiuto dagli studenti del Liceo classico “Torlonia” nel centro di ricerche della Micron, la multinazionale americana da anni presente ad Avezzano. Tommaso Vali, direttore Nve Design Europe, e Claudio Mari, responsabile dei siti di Avezzano e Padova, hanno avvicinato i ragazzi al mondo della tecnologia, spiegando le varie applicazioni del silicio.
Micron ha circa 37mila dipendenti e 12 siti produttivi nel mondo. Nel 2016 il fatturato è arrivato a oltre 15 miliardi di dollari. In Italia svolge, assieme al marketing, attività di ricerca e sviluppo e genera le tecnologie per i prodotti. Ad Avezzano c’è la parte del design, cioè della progettazione, finalizzata a migliorare la qualità delle memorie non volatili. Stabilimenti di produzione sono in tutto il mondo, così come i centri di progettazione, a Monaco, nella Silicon Valley, in Giappone e in Italia.
In Italia ci sono cinque sedi a Vimercate, Padova, Avezzano, Catania, Arzano. In particolare, a Padova, Avezzano e Catania ci sono tre design center, dove lavorano sia i progettisti che i tecnici che si occupano di tradurre quello che è stato progettato in un layout, una rappresentazione geometrica del circuito. E si trova anche una computer room, dove si progettano questi circuiti. Una volta che si è disegnato un circuito, il prodotto finito lo si vede solo dopo cinque, sei mesi, e a seguito di investimenti di circa 2 milioni di dollari, quindi il tutto deve essere perfetto. In seguito, si effettuano le simulazioni al calcolatore e, se tutto funziona, il disegno si realizza sul silicio. Nel corso del tempo la riduzione continua delle dimensioni dei componenti ha fatto salire esponenzialmente il costo degli investimenti necessari: la realizzazione di un wafer, il disco di silicio, di nuova generazione, richiederebbe un investimento di circa 5 miliardi di euro. Lo stabilimento di Avezzano produce memorie di vecchia generazione, pertanto Micron ha ceduto la parte della produzione a LFoundry-Smic. Vi si realizzano prodotti che hanno ancora un mercato, perché non sono superati, ma non sono così competitivi come quelli di ultima generazione. In questo settore, quello delle memorie, c’è una incalzante competizione tra Micron e altri due player nel mondo, Toshiba e Samsung, per cui le tecnologie devono essere all’avanguardia e la quantità di chip prodotti deve aumentare esponenzialmente per abbatterne il costo. «Siamo orgogliosi», afferma Mari, «quest’anno la Micron compe 40 anni a livello di compagnia mondiale, ma quello che è importante per Avezzano è che sono 20 anni che è presente nella Marsica».
Tramite la Micron Foundation, l’azienda investe una parte dei suoi guadagni sul territorio, circa 5 milioni l’anno, finanziando una serie di attività di carattere culturale, solidale, didattico. Le attività della Micron Foundation si dividono in tre filoni: quelle a carattere solidale (supporto all’Anfass, associazione per ragazzi disabili, e all’Aidp, associazione di ragazzi con la sindrome di Down), quelle a carattere culturale (collaborazione alla realizzazione della stagione musicale con Harmonia Novissima, e alla realizzazione del Concerto di Natale e del Festival di Avezzano). Il terzo filone è dedicato alla didattica, di supporto alle scuole. Anche attraverso l’organizzazione di corsi di giornalismo. Non manca inoltre il supporto alle facoltà di Ingegneria delle università di L’Aquila, Cassino e La Sapienza di Roma.
«Di momenti difficili nella sua storia la Micron ne ha incontrati diversi», ammette Tommaso Vali, «anche recentemente, ma, grazie a scelte amministrative più che lungimiranti è sempre riuscita a superare le sue crisi e oggi è in piena attività e guarda al futuro con sicurezza».
Susanna Natale, Giulia
Petricca, Arianna Serafini,
Martina Santomaggio, Giorgia
Cipollone, Davide Di Leonardo
Lorenzo Sebastiani
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