Mille famiglie salvate dal dramma usura

Hanno ottenuto aiuto dalla Fondazione Jubilaeum. Separazioni, ludopatia e perdita di lavoro le cause dell’indebitamento
SULMONA. Sono più di mille in città le famiglie salvate dalla rete dell’usura negli ultimi venti anni. A loro, senza soldi nemmeno per mangiare o pagare le bollette, ci ha pensato con discrezione e professionalità la Fondazione Jubilaeum di Sulmona. Lo sportello della onlus, che si trova nella sede della curia diocesana, riceve su appuntamento. L’ultimo caso di usura in città, che vede il coinvolgimento di due donne insospettabili, testimonia la larga diffusione del fenomeno. In media i prestiti concessi sono di 10 mila euro a caso, anche se si può arrivare a cifre ben più consistenti, perché la Fondazione è prima di tutto un punto di ascolto, dove l’80 per cento di chi vi si rivolge risolve i suoi problemi finanziari dopo incontri e consulenze coi volontari. In città, due sono i soci volontari: Pietro Tamasi e Giacomo Pantano, entrambi già funzionari di banca. «Molte persone non sanno di avere la soluzione a portata di mano», raccontano i due, «perciò molti dei casi che ci vengono sottoposti li risolviamo con il ricorso alla cessione del quinto della pensione o dello stipendio, possibilità sconosciuta ai più». Dei cento casi trattati ogni anno, solo una trentina di questi arriva alla richiesta e all’ottenimento del prestito da parte delle banche convenzionate, con le pratiche seguite dai volontari. Perlopiù i richiedenti sono persone protestate, che non possono accedere ai normali prestiti bancari, con bollette, bolli auto, rate di mutui e affitti da pagare. Tra loro famiglie monoreddito con perdita improvvisa del posto di lavoro, o in situazioni di particolare indebitamento, o di cattiva gestione tra finanziarie e prestiti che poi vengono accumulati e non più gestiti. Soprattutto, però, le principali cause di difficoltà economica dei nuclei familiari sono le separazioni e il gioco d’azzardo. Per questo ultimo caso, emblematico è il dato dei 22 milioni di euro bruciati nell’ultimo anno in “gratta e vinci”, slot machine e concorsi a premi on line in città. Un numero esorbitante se spalmato sui 24mila abitanti e sulle 232 macchinette presenti a Sulmona. Proprio dalle slot machine, però, nasce il fenomeno della piccola usura, con persone che offrono prestiti modesti, anche di soli 100 euro, per far continuare a giocare il ludopatico di turno. La Fondazione è nata nel 1998, su iniziativa di don Antonio Salone di Avezzano, dopo il suicidio tre anni prima di un’intera famiglia dal viadotto di Pietrasecca. Da lì l’accordo tra le diocesi di Avezzano, Sulmona e L’Aquila con l’Abi. La onlus si occupa di gestire i fondi di prevenzione all’usura. Cosicché i prestiti possono essere concessi solo a chi è a rischio usura, e non già vittima degli strozzini, e devono poggiare su garanzie reali, in questo caso offerte dalla Jubilaeum.
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