Minacce ai candidati, elezioni al vetriolo

10 Maggio 2016

Esposti in Procura dei sostenitori di Di Masci, Casini: «Atto deprecabile». E una candidata si ritira

SULMONA. A poche ore trascorse dalla presentazione delle liste arriva già la prima rinuncia di un candidato consigliere alla competizione elettorale. Si tratta di Claudia Pietrosanti, presente nella lista “Bruno Di Masci sindaco”, la quale ha giustificato il suo ritiro «per motivi strettamente personali».

«L’avevo già comunicato sabato mattina, ma ormai era troppo tardi perché le liste erano già state compilate ed erano pronte per la consegna», afferma Pietrosanti. «Ma motivazioni che non posso rivelare mi spingono a farlo adesso per cui rinuncio, seppur a malincuore, alle elezioni». Tuttavia sembrerebbe che dietro la clamorosa e improvvisa decisione vi siano dei motivi molto più gravi. A sentire alcuni esponenti delle otto liste che appoggiano Bruno Di Masci, la giovane avrebbe ricevuto delle intimidazioni. Il tutto su un biglietto lasciato sul parabrezza della sua auto con “l’invito”a rinunciare a candidarsi. Un fatto grave al punto che i responsabili della lista sarebbero orientati a presentare un esposto in Procura per far chiarezza sulla vicenda. E a destare ancora più allarme e preoccupazione c’è anche un ulteriore episodio accaduto a un altro candidato – sempre della coalizione che appoggia Di Masci – il quale tornando a casa avrebbe trovato il suo gatto impiccato e un biglietto con il “suggerimento” di ritirarsi dalla corsa.. Anche questo episodio sarà sottoposto all’attenzione della Procura.

Sulla rinuncia diClaudia Pietrosanti è intervenuta anche la candidata sindaco Annamaria Casini. «Apprendiamo che potrebbero essere state rivolte minacce e intimidazioni ai danni di alcuni candidati consiglieri nelle liste che sostengono Di Masci. Un atto, se confermato, deprecabile e di estrema gravità. L’augurio», aggiunge la candidata Casini, «é che tutto possa essere chiarito nel più breve tempo possibile e che la verità possa venire a galla in modo da proseguire la campagna elettorale in un clima sereno e caratterizzato da contenuti e programmi per il bene della città». Anche Sbic stigmatizza il gesto. Intanto, dopo l’ex assessore Luciano Marinucci, anche i capolista della coalizione che sostiene Di Masci, esprimono il proprio dissenso sulla presenza di quattro Capitani di altrettanti borghi e sestieri della Giostra cavalleresca nelle liste elettorali. «Questa scelta, già definita giorni fa inopportuna, rappresenta un pessimo servizio alla Giostra,in quanto in una sola lista di 16 candidati ben sei (4 capitani e due componenti del direttivo)sono diretta emanazione dell’associazione. La Giostra cavalleresca viene così esposta al rischio di una battaglia elettorale che potrebbe minare lo spirito originario che finora ha sempre distinto l’associazione che per oltre venti anni è rimasta fuori da lotte elettorali».

Claudio Lattanzio

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