Mirante: «Attenzione alta ai movimenti di denaro»

Il colonnello indica le priorità: il rispetto dell’ambiente altro tema fondamentale «Garantiamo legalità e sicurezza, presenti sul territorio per cogliere le esigenze»
L’AQUILA . Flussi di denaro e ambiente. Sono questi i temi caldi su cui tenere alta l’attenzione dell’Arma. A indicarli è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Nicola Mirante, che delinea così lo scenario verso il quale intende orientare l’impegno del corpo in provincia dell’Aquila. Continuità con il recente passato dunque, raccogliendo l’eredità operativa di Nazareno Santantonio, che lunedì gli ha lasciato il comando aquilano per trasferirsi alla Dia, ma anche una prospettiva che rafforzi ulteriormente «la percezione della sicurezza da parte dei cittadini».
LE PRIORITÀ. L’attenzione ai flussi di denaro, che il colonnello assicura sarà «elevatissima», aggancia il tema della ricostruzione post-terremoto. «Non significa vedere il male dappertutto», tiene a precisare il comandante, «ma tutelare valori e beni collettivi come la legalità». È una priorità che trova ragioni e fondamento ulteriori nelle sofferenze patite dagli aquilani. «Una popolazione che ha dimostrato orgoglio e dignità», rileva Mirante, «che ha dimostrato capacità di rialzarsi, nonostante i duri colpi subìti». Al territorio è strettamente connesso anche l’altro punto focale dell’attività dell’Arma fissato dal comandante. «Il rispetto dell’ambiente è elemento fondamentale in una terra meravigliosa come questa», spiega, «con i suoi parchi e il patrimonio naturale che lo caratterizza».
LE SINERGIE. L’approccio è quantomai pragmatico. «Non ho un programma da presentare, né faccio proclami», sottolinea Mirante, «non sono qui per essere eletto, ma per garantire il massimo impegno nella tutela della cittadinanza e del territorio». In questo senso il colonnello ritiene decisivo il lavoro sinergico con le altre forze dell’ordine «sotto la guida sapiente della magistratura e della prefettura e pronti ad ascoltare le esigenze di questa bellissima terra». Una funzione strategica è rivestita anche dalla presenza territoriale. «I carabinieri devono stare tra la gente esercitando tanto ascolto», spiega il comandante, «per capire quali sono le esigenze prima che diventino criticità». Non si tratta di una strategia di marketing. «Non facciamo pubblicità, ma operiamo», avverte, «e dare visibilità a quello che facciamo serve ad aumentare la percezione della sicurezza da parte dei cittadini». Nel nuovo incarico si riveleranno utili al comandante le esperienze maturate sul campo negli anni. «Ho avuto modo di confrontarmi con diverse realtà criminali», fa sapere, «per me si tratta di una nuova sfida che affronto con entusiasmo nell’intento di costruire sicurezza».
LOTTA ALLA CRIMINALITÀ. Mirante è appena arrivato da Roma, dove è stato in servizio nell’ultimo periodo al comando generale dell’Arma, nell’ufficio operazioni e nell’ufficio personale marescialli. In precedenza, però, è stato in prima linea e in diverse zone d’Italia e in particolare al Sud. È stato comandante della 1ª Compagnia del 12° battaglione in Sicilia, nonché della Compagnia di Avellino e del reparto operativo di Caserta, dove ha combattuto il clan camorristico dei Casalesi. Laureato in giurisprudenza, 44 anni, sposato e padre di due figli, è stato insignito del titolo di cavaliere della Repubblica e gli sono stati conferiti il Premio Salvo D’Acquisto e il Premio internazionale Nassiriya per la pace.
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