Mobilità all’Afm Cgil all’attacco: «Stop alla procedura»

Il sindacato contesta il licenziamento di cinque dipendenti Il presidente Masciocchi: «Un passaggio necessario»

L’AQUILA. Annullare la procedura di mobilità a causa di vizi formali. È la richiesta della Cgil all’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) che ha dato il via, nei giorni scorsi, al procedimento per licenziamento collettivo di cinque dipendenti. Una decisione maturata a causa della cessazione del servizio cimiteriale e dei servizi sperimentali collegati. «L’avvio della procedura di mobilità è un passaggio necessario per una successiva ricollocazione degli stessi dipendenti», rassicura il presidente dell’Afm Giorgio Masciocchi, che non sembra avere alcuna intenzione di tornare indietro.

Intanto parte all’attacco la Cgil, che in una nota parla di «vizi formali ravvisati nella procedura di mobilità di cui si chiede l’annullamento e, in subordine, qualora l’azienda non dovesse operare in tal senso, di fissare tempestivamente un incontro con le organizzazioni sindacali per l’avvio del previsto esame congiunto». Le contestazioni riguardano il contenuto della comunicazione dell’Afm e non la tempistica di invio delle comunicazione ai lavoratori, a ridosso di Ferragosto, «modalità sentimentalmente censurabile», secondo il sindacato, ma non fuori legge. «La Cgil, nel merito, ritiene non sia stato correttamente interpretato l’articolo 4 della legge 223/91 e ha, pertanto, sollevato alcune eccezioni in via formale», come spiega la responsabile della ricostruzione per lo stesso sindacato Rita Innocenzi. «Resta immutata la gravità di un contesto che vede, anche qualora vi fosse un annullamento e una nuova riformulazione della comunicazione di licenziamento collettivo, la necessità di misurarsi immediatamente in un confronto teso alla risoluzione del problema. Ciò potrà avvenire, come già ribadito, solo se i protagonisti di parte datoriale – in primis il socio unico Comune dell’Aquila – daranno concretezza alle parole sin qui spese sul mantenimento dei livelli occupazionali. Pensare alla ricostruzione del tessuto sociale della città vuol dire, infatti, agire per la tutela e per la qualità del lavoro». Masciocchi si dice pronto al confronto. «Da tempo lavoriamo per garantire i livelli occupazionali. Abbiamo avviato una procedura di mobilità, ma la fase del licenziamento è ancora di là da venire. Il nostro obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro insieme alle rappresentanze sindacali e trovare con loro una soluzione definitiva che rappresenti una garanzia anche per i lavoratori». Il presidente dell’Afm pensa a una possibile ricollocazione dei dipendenti. «Il coinvolgimento dei sindacati è assolutamente auspicabile», continua. «I lavoratori possono essere fiduciosi, troveremo soluzioni valide». Anche il segretario regionale Ugl Piero Peretti ha espresso, nei giorni scorsi, preoccupazione per il futuro dei lavoratori dell’Afm che hanno maturato una certa anzianità, anche superiore ai vent’anni. A fine 2012 erano addette ai servizi sette unità, cinque con qualifica di operaio e due amministrativi. Nel corso di quest’anno sono state registrate le dimissioni volontarie di due operai. La preoccupazione dell’Ugl riguarda una progressiva riduzione del personale in tutte le ex municipalizzate.

Michela Corridore

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