Morelli, da campione della pallaovale ai titoli dell’atletica

L’AQUILA. Padova, stadio Plebiscito, 23 aprile 1994: L’Aquila Rugby batte, contro tutti i pronostici, il Milan di Diego Dominguez conquistando il suo quinto e finora ultimo scudetto.Nel quindici...
L’AQUILA. Padova, stadio Plebiscito, 23 aprile 1994: L’Aquila Rugby batte, contro tutti i pronostici, il Milan di Diego Dominguez conquistando il suo quinto e finora ultimo scudetto.
Nel quindici titolare, nella posizione di centro, c’è Giulio Morelli. A oltre vent’anni da quell’eroica finale, quando la carta d’identità dice 55, Morelli continua a vincere. Lo fa nell’atletica leggera, disciplina abbracciata dopo aver detto addio, nel 1996, alla pallaovale. Negli ultimi campionati italiani Master indoor di Ancona, per l’ex campione neroverde sono arrivate ben tre medaglie.
Morelli, in forza alla società Olimpia Amatori Rimini, ha dominato i 60 metri, i 200 metri e la staffetta 4x200, stabilendo anche il nuovo record italiano di categoria (SM55) nei 60 metri con 7.52 secondi e sfiorando quello sui 200 metri, sfuggitogli per soli 28 centesimi (25.28 secondi il tempo finale). Ottimo anche il tempo nell’ultima frazione della staffetta, vinta con 1’45”.
«È stato bello disputare tre gare», dice Morelli, «l’Olimpia Amatori, lo scorso settembre, mi ha tesserato appositamente per fare la staffetta. Per me è stata la prima volta; in passato, con le altre società con cui sono stato tesserato, non avevo potuto farla perché non c’era mai il numero di atleti sufficiente». Morelli, che vive e lavora all’Aquila, è atteso, a marzo, ai campionati europei indoor Master di Madrid, dove punterà all’oro nei 60 metri.
«Martedì 20 ci saranno le semifinali e il 21 la finale. Farò solo i 60 metri, perché per fare i 200 avrei dovuto fermarmi più a lungo, ma non potevo. Le mie aspettative? Sicuramente l’oro è un obiettivo alla portata, i tempi degli avversari sono simili ai miei». Pur essendo tesserato con una società emiliana, Morelli si allena all’Aquila, dove vive e lavora, nella pista di atletica di piazza d’Armi: «È un buon impianto, ben gestito. Purtroppo è poco frequentato perché l’atletica, qui come in tutta Italia, ha pochi tesserati. Non è facile far avvicinare i ragazzi a questa disciplina. È uno sport duro. Le società dovrebbero fare più attività di procacciamento nelle scuole».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

